Battisti braccato, falliti due tentativi di arrestarlo a San Paolo

Lunedì 17 Dicembre 2018
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Cesare Battisti resta un fantasma ma le autorità brasiliane non smettono di dargli la caccia. Nelle ultime ore infatti, il Brasile ha rafforzato le ricerche dell'ex terrorista, attivando un servizio per ricevere informazioni confidenziali sulla sua fuga e mobilitando anche l'unità antiterrorista della Polizia federale per cercare di acciuffarlo dopo che il presidente Michel Temer ha firmato il decreto che autorizza la sua estradizione. Secondo G1 - il portale news della Globo, principale gruppo di comunicazione del Brasile - agenti dell'antiterrorismo hanno tentato oggi di arrestare Battisti in due località diverse della megalopoli di San Paolo, senza però alcun successo. «La polizia federale si è presentata a due indirizzi che erano stati indicati come possibili nascondigli dell'italiano da denunce anonime», ha aggiunto la stessa fonte. 
 


Da ieri, infatti, sono stati attivati un numero telefonico e un indirizzo mail «per fornire qualsiasi informazione sul latitante, con garanzia totale di anonimato». L'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) non è stato visto a Cananeia - la località sulla costa di San Paolo dove vive da anni - dall'inizio del mese di novembre, e le poche testimonianze più recenti riguardano un breve viaggio a San Paolo, per visite mediche e incontri con i suoi avvocati. E c'è anche l'annuncio di uno spostamento a Rio de Janeiro per discutere la pubblicazione di un nuovo libro con un editore locale. L'assenza totale di indicazioni affidabili sull'attuale posizione di Battisti alimenta a sua volta speculazioni gratuite su Internet: c'è chi lo vede già rifugiato all'estero o nascosto nella giungla amazzonica, mentre altri ricordano cupamente come aveva assicurato, anni fa: «posso ancora scegliere il momento in cui morire».

Nel frattempo, gli avvocati dell'ex terrorista premono perché il Tribunale Superiore Federale (Stf) esamini al più presto il suo caso, dopo aver presentato un ricorso contro l'ordine di arresto emanato da uno dei magistrati dell'alta corte, Luiz Fux, che ha rimesso nelle mani di Temer la decisione finale sull'estradizione richiesta dall'Italia, dove Battisti deve scontare l'ergastolo per quattro omicidi. I tempi sono stretti - il Stf deve tenere la sua ultima sessione plenaria prima della pausa estiva fra due giorni - ma secondo analisti giuridici esistono possibili obiezioni alle due decisioni (l'ordinanza di Fux, il decreto di Temer) che hanno deciso la sorte di Battisti in meno di 48 ore. L'ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, continua a dirsi fiducioso che l'ex terrorista sarà catturato e rispedito in Italia. «Abbiamo fiducia nella polizia brasiliana: lo hanno già preso tre volte, non vedo perché non dovrebbero prenderlo una quarta», ha detto oggi il diplomatico in un'intervista televisiva.

Ultimo aggiornamento: 20:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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