DONALD TRUMP

Trump allerta l'esercito contro la carovana di migranti in marcia verso gli Stati Uniti

Lunedì 22 Ottobre 2018
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Carovana di 7mila migranti verso gli Usa. Trump: «Emergenza nazionale, ho allertato l'esercito»

Si ingrossa la carovana di migranti proveniente dal Centro America e diretta negli Usa, mentre Donald Trump scaglia minacce via Twitter trasformandola in un simbolo della sua battaglia per proteggere le frontiere, mobilitando così la base repubblicana in vista del voto di Midterm. Elezioni dove l'ultimo sondaggio Nbc-Wsj, a 15 giorni dal voto, dà in vantaggio i dem di 9 punti (50% a 41%) ma con un'impennata del rating di Trump, salito di 3 punti (49%).
La colonna umana è arrivata a 7500 persone che ora, dopo aver varcato il confine tra Guatemala e Messico, devono decidere se riposarsi vicino a Ciudad Hidalgo o proseguire la marcia verso nord. Oltre 1000 hanno già chiesto asilo al Messico, ma la maggioranza sogna di entrare negli Stati Uniti.

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Il tycoon però ha annunciato di aver allertato la guardia di frontiera e l'esercito per fronteggiare quella che considera «un'emergenza nazionale». E ha promesso di «tagliare, o ridurre sostanzialmente, i massicci aiuti» dati a Guatemala, Honduras e El Salvador, i tre Paesi di provenienza dei migranti. Non è chiara l'entità delle somme e se il presidente possa agire senza l'approvazione del Congresso, ma secondo l'agenzia Usa per lo sviluppo internazionale i fondi americani ammontano quest'anno a 53 milioni di dollari per il Guatemala, 20 per El Salvador e 15 per l'Honduras. Pochino rispetto al pacchetto di 750 milioni di aiuti stanziati da Capitol Hill nel 2014 per fronteggiare l'arrivo di decine di migliaia di immigrati centroamericani rafforzando la crescita economica e migliorando la sicurezza nei Paesi d'origine.

Trump ne ha approfittato anche per mettere sotto scacco i Paesi centroamericani incapaci di trattenere i loro migranti e per insinuare senza prove che nella carovana «si sono mescolati criminali e mediorientali sconosciuti». Sotto accusa anche i democratici per non aver votato insieme ai repubblicani la modifica «delle nostre patetiche leggi sull'immigrazione». Ma il suo partito, pur avendo la maggioranza, non è riuscito ad approvare un paio di leggi in materia per le sue divisioni interne. Per ora, inoltre, niente fondi per il muro col Messico, una delle principali promesse del tycoon. Naturale quindi che Trump tenti di usare la carta della carovana per rilanciare la sua offensiva contro l'immigrazione illegale, anche a costo di rispolverare la separazione dei bambini dai genitori come deterrente.

 

Intanto oggi è volato in Texas per sostenere nelle elezioni di Midterm la riconferma del senatore Ted Cruz, che aveva duramente criticato e offeso durante le primarie repubblicane per la Casa Bianca. Secondo i sondaggi, Cruz è avanti solo di pochi punti sul rivale Beto O'Rourke, l'astro nascente dei democratici che ha rivelato un forte carisma e una grande capacità di raccolta fondi elettorali. Perdere un seggio senatoriale in Texas, stato tradizionalmente "rosso", sarebbe un segnale pericoloso per il Grand Old Party. Ecco perché Trump e Cruz hanno messo da parte la ruggine di un duello che aveva portato il tycoon a definire il rivale un "bugiardo", attaccandone pesantemente anche la moglie e il padre, accusato di essere legato all'assassino di Jfk. Ora Trump controlla il partito e può concedersi la magnanimità di correre in aiuto di un suo ex nemico, che si è allineato a denti stretti per mantenere la sua poltrona.

Ultimo aggiornamento: 21:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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