Capo Verde, cooperante italiano trovato morto: tra ipotesi rapina finita male

Giovedì 2 Maggio 2019
David Solazzo

Tutti gli scenari restano aperti nel giallo sulla morte di David Solazzo, il cooperante italiano di 31 anni trovato senza vita la mattina del primo maggio nella sua casa sull'isola di Fogo a Capo Verde. «Al momento non c'è una pista privilegiata - spiega il legale della famiglia, avvocato Giovanni Conticelli -, attendiamo di capire quello che emergerà dall'autopsia», iniziata nel tardo pomeriggio di oggi.

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«Cercheremo un contatto con un avvocato locale - prosegue - per seguire sul posto la vicenda giudiziaria e intanto capire cosa risulterà dall'esame autoptico». In queste ore l'ambasciata d'Italia a Dakar, competente per territorio, è in contatto con le autorità locali per fare luce sull'accaduto. Solazzo, una laurea in scienze agrarie tropicali, aveva già fatto precedenti esperienze in Angola.
 

Si trovava sull'isola di Fogo per conto della ong Cospe, per realizzare un progetto di turismo sostenibile. Sarebbe dovuto tornare a Firenze, dove abita con la famiglia, la settimana scorsa, ma aveva deciso di rimandare di alcuni giorni il rientro per terminare alcune cose. Il presidente di Cospe Giorgio Menchini ha spiegato che in base alle notizie in possesso della ong fiorentina, che ha una cooperante ancora sull'isola, ieri mattina è stato trovato morto in casa, sembra in bagno, ferito e circondato da una pozza di sangue.

Sul pavimento dei frammenti di vetro, quello di una finestra dell'abitazione, trovata sfondata. La sera prima aveva partecipato a una festa organizzata dalla comunità locale, da cui si era poi allontanato insieme all'altra cooperante del Cospe. I due si sono salutati quando sono arrivati alle rispettive case, distanti poche centinaia di metri l'una dall'altra. La mattina David è stato trovato morto. La polizia locale ha subito aperto un'inchiesta penale. Tra le ipotesi al vaglio, certamente anche quella di una rapina finita male, sebbene l'isoletta di Fogo non sia certo nota per un alto tasso di criminalità.

Nessun commento sulla vicenda dai familiari di David, che hanno deciso di non parlare coi giornalisti che stamani si sono presentati fuori dalla loro casa, alla periferia di Firenze. David, che lascia anche una fidanzata, viveva a Firenze coi genitori e la sorella. «La famiglia è chiusa nel proprio dolore, per loro è un momento molto difficile», spiega l'avvocato Conticelli. Il legale, che conosceva David, lo ricorda come «una persona brillante, capace, che ha amato il suo lavoro e non ha mai avuto problemi nei luoghi in cui ha lavorato. Era amato e ben voluto da tutti perché aveva la capacità di entrare nella dimensione della comunità locale».

Ultimo aggiornamento: 20:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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