Ha un cancro al collo dell'utero ma i medici sbagliano la diagnosi: ora non potrà più avere figli

Lunedì 28 Gennaio 2019 di Federica Macagnone
Dopo aver sofferto di perdite di sangue, quando arrivarono i risultati del test a cui si era sottoposta per capirne l'origine Hayley Wareing, 36enne di Birmingham, si sentì sollevata: nel referto si diceva che non c'era nulla di cui preoccuparsi. Non sapeva, in quel momento, che nonostante gli esami avessero chiaramente indicato la presenza di un tumore al collo dell'utero, la diagnosi era sbagliata. Era dicembre 2015. Passarono 14 mesi, durante i quali ebbe altre emorragie e furono effettuate ulteriori visite in ospedale e presso il suo medico di fiducia, prima che qualcuno scoprisse la verità: 14 mesi durante i quali il tumore era cresciuto e la situazione si era complicata, tanto da rendere necessarie, alla fine, 200 ore di chemioterapia, 5 settimane di radioterapia e una isterectomia urgente per rimuovere l'utero. Quattordici mesi che hanno stravolto la sua esistenza ritardando le cure, aggravando le sue condizioni e negandole, in futuro, la possibilità di avere figli. E ancora oggi deve seguire varie terapie per recuperare uno stato di salute accettabile. Se la diagnosi dell'ospedale universitario di Birmingham NHS Foundation Trust fosse stata subito corretta, sostengono i medici che la seguono, tutto ciò sarebbe stato evitato: è per questo che Hayley ha deciso ora di far causa al Servizio sanitario nazionale per trascinare in tribunale i responsabili di quel disastroso errore di valutazione.

Ora Hayley, che è comunque in remissione e ha ricominciato a lavorare in banca, continua a soffrire di dolori alla schiena, al bacino e all'anca, oltre alla fatica costante e a un gonfiore cronico alle cosce causato da un accumulo di liquido dovuto alla radioterapia. "Crediamo che se i risultati dei test fossero stati interpretati correttamente - dice il suo avvocato, Emma Rush - Hayley avrebbe ricevuto un trattamento urgente e appropriato che avrebbe evitato l'isterectomia, la chemioterapia e la radioterapia".

"E' incredibilmente difficile cercare di venire a patti con il fatto che la mia vita è stata stravolta - dice Hayley - Camminare e compiere i normali atti della vita quotidiana, anche i più semplici, che molte persone danno per scontati, per me costituiscono ancora un problema. Una volta mi piaceva molto fare moto, andavo in palestra sei volte a settimana: oggi anche un esercizio moderato può lasciarmi in agonia per giorni. E una delle cose peggiori è stata dover accettare che non potrò avere figli: avevo sempre sognato di averne. Spero solo che l'Hospital Trust comprenda l'impatto che il suo errore ha avuto sulla mia vita e faccia di tutto per migliorare l'assistenza fornita ai pazienti. Così come spero che le donne si rendano conto di quanto sia importante riconoscere i segni del cancro al collo dell'utero e rivolgersi ai medici prima possibile".

L'ospedale universitario di Birmingham NHS Foundation Trust, dal canto suo, ha ammesso che il test di Hayley è stato interpretato in modo errato. "La signora Wareing non ha ricevuto le cure che avrebbe potuto ragionevolmente avere - ha detto un portavoce della struttura - Stiamo lavorando con i rappresentanti di Ms. Wareing per raggiungere una risoluzione appropriata del contenzioso. Il nostro ospedale si sforza sempre di fornire l'assistenza più sicura e più appropriata per tutti i nostri pazienti e mette a frutto gli insegnamenti che vengono da casi come questo". © RIPRODUZIONE RISERVATA

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