Taiwan, continuano le incursioni dei caccia cinesi: in quattro giorni 56 raid

Continuano le incursioni di caccia cinesi a Taiwan: in quattro giorni 56 aerei
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Lunedì 4 Ottobre 2021, 21:04 - Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 16:27

In quattro giorni da venerdì a oggi sono 56 i caccia da guerra inviati dalla Cina sui cieli di Taiwan. I veivoli della People liberation army hanno sorvolato sopra il conteso territorio asiatico violando la cosiddetta zona di difesa aerea del piccolo Stato insulare. Venerdì scorso, 1° ottobre, Festa della Repubblica popolare, erano stati 38 gli aerei caccia avvistati. Altri 18 sono stati individuati due giorni fa, sabato. Un totale quindi di quasi 60 aerei militari, un numero tale da far temere il peggio nelle relazioni sullo Stretto dopo l'adesione di Taipei al trattato di libero scambio (CpTpp) al quale aveva appena aderito la Cina.

Il CpTpp è il patto commerciale siglato nel 2018 da Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam, nato sulle ceneri del Trans-Pacific Partnership (Tpp) voluto da Barack Obama, ma che fu disertato dal successore, Donald Trump.

L'alleanza Aukus

Una delle causa dell'inasprimento del clima internazionale potrebbe essere l’alleanza militare anti-Cina Australia-Regno Unito-Stati Uniti Aukus stretta sulla produzione di sottomarini nucleari a Canberra.

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Le incursioni

La seconda incursione è avvenuta in due ondate: Taipei ha parlato di «almeno 20 aerei durante il giorno, seguiti da altri 19 nella notte, in prevalenza caccia J-16 e Su-30».

L'attacco complessivamente sarebbe la più pesante registrata nello spazio aereo di Taiwan da quando la Difesa taiwanese ha iniziato a monitorare gli sconfinamenti.

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La reazione del premier taiwanese

«La Cina è stata arbitrariamente coinvolta in un’aggressione militare, con grave danno per la pace regionale». Questa la reazione a caldo del premier taiwanese Su Tseng-chang mentre Pechino, in piena celebrazione dei 72 anni dalla fondazione della Repubblica popolare cinese, rimane al momento nel silenzio più totale.

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La costruzione di un nuovo aeroporto

La Cina sta costruendo un aeroporto su una lingua di terra rivendicata nel mare tra le isole Dasha e Xiaosha, al largo della costa a Est della contea di Pingtan. E ha minacciato che se ci saranno truppe americane sull’isola di Taiwan, «le schiacceremo con la forza».

Per Pechino Taiwan politicamente non esiste, nè giuridicamente. Accettare la lettera di adesione al trattato commerciale CpTpp è stato considerato un fatto gravissimo.

La richiesta di Taiwan

La presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, in carica da cinque anni, chiede ripetutamente l’appoggio degli alleati americani, gli Stati Uniti l'hanno rassicurata, il loro supporto non verrà meno, ma i 750 milioni di dollari di armi Made in Usa e gli spiragli al riconoscimento diplomatico della “provincia ribelle” non scacciano la concreta possibilità di un'invasione militare cinese.

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