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Ucraina, il racconto di un medico inglese volontario: «A Bucha ho visto i cadaveri appesi agli alberi»

Conor Braithwaite, 23 anni: «Ho visto alcune delle foto su Bucha, ma la realtà era dieci volte peggio»

Ucraina, un paramedico inglese: «A Bucha ho visto i cadaveri appesi agli alberi»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Giugno 2022, 16:30 - Ultimo aggiornamento: 18:17

«Quando sono arrivato a Bucha ho visto cadaveri in decomposizione appesi agli alberi». A raccontarlo, al sito iNews, è un paramedico inglese, il 23enne Conor Braithwaite che è andato in Ucraina per fornire assistenza sanitaria nelle città colpite dall'invasione dell'esercito russo. Perché Bucha è importante? Si tratta di una cittadina di 36mila abitanti (prima della guerra) che si trova a trenta chilometri a Nord Ovest di Kiev. Fu occupata dall'esercito di Putin quando iniziò la marcia verso la Capitale.

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Il 3 aprile i russi si sono ritirati, abbandonando una città ormai distrutta e molti casaveri lungo la strada che furono trovati dai soccorittori. Molti avevano i polsi legati: erano vittime di esecuzioni. Erano tutti civili. Zelensky disse: «Non riesco più a piangere». Furono individuate anche fosse comuni. «Nella fossa comune a Bucha sono stati trovati 116 corpi. La maggior parte delle persone è morta a causa di ferite da arma da fuoco» ha spiegato di recente Khomenko Oleksii, capo della Procura regionale di Kiev.

Ma veniamo alla testimonianza riportata dal sito britannico. Conor Braithwaite ha raccontato a iNews che si aspettava di fornire assistenza medica, aiutare a costruire ospedali da campo e addestrare le forze ucraine. In realtà, «ho dovuto recuperare corpi appesi agli alberi e camminare per strade fiancheggiate da corpi in decomposizione che avevano le mani legate ed erano trappole esplosive». Ancora: «È stato terribile. Mettiamola così; ho visto alcune delle foto su Bucha che la stampa ha pubblicato, ma se pensate che quelle siano brutto, sappiate che la realtà era dieci volte peggio».

 

Braithwaite era andato in Ucraina nell'ambito di un progetto di aiuti sanitari con l'idea di restare una settimana. In realtà ha deciso di restare molto più a lungo per continuare ad assistere le persone colpite da questa guerra.

 

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