Boris Johnson, accuse bipartisan: fatali i ritardi in Gran Bretagna, illusione immunità di gregge

Il ministro britannico "ombra" della Sanità: "Errori monumentali". Ma bene per i vaccini

Boris Johnson vaccini bene, male i ritardi e l'illusione immunità di gregge
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Martedì 12 Ottobre 2021, 17:01 - Ultimo aggiornamento: 20:32

L'atto di accusa è in un rapporto parlamentare bipartisan, un'autentica stroncatura dellla gestione iniziale dell'emergenza Covid nel Regno Unito, che chiama in causa nero su bianco tanto il governo conservatore di Boris Johnson quanto alcuni suoi consulenti scientifici di chiara fama. Tutti additati per aver contribuito, attraverso scelte o ritardi rivelatisi fatali, ad appesantire con migliaia di vittime potenziali in più il bilancio della pandemia sull'isola: giunto nel frattempo a un totale di circa 150.000 morti, primo posto in Europa in cifra assoluta.

Le conclusioni della commissione

È questo il contenuto sostanziale del documento ufficiale, partorito da deputati di maggioranza e d'opposizione delle commissione Sanità e Scienza e Tecnica della Camera dei Comuni, diffuso oggi a oltre un anno e mezzo dall'esplosione dell'allarme coronavirus nel mondo. Un rapporto che offre qualche alibi a BoJo, e non manca di concedere all'esecutivo meriti per le fasi successive delle sfida, a cominciare dal successo riconosciuto sul fronte della campagna vaccinale; ma che non fa sconti sugli atteggiamenti iniziali imputati al primo ministro e al suo entourage, causa di uno dei «peggiori fallimenti mai registrati» - è il verdetto - sul fronte della salute pubblica nazionale.

L'illusione di poter gestire il contagio

Stando alle conclusioni dei deputati, il gabinetto - mal consigliato in un primo tempo da alcuni dei suoi scienziati di riferimento, ma comunque sordo ai dubbi di tanti altri esperti - è stato colpevole dinanzi ai primi chiari segnali della minaccia di aver coltivato l'illusione di poter «gestire il contagio», per provare magari a stimolare una fantomatica immunità di gregge anticipata. Un'accusa già ampiamente circolata, malgrado le smentite governative, e che ora il documento certifica. Non senza sottolineare come a questo approccio «fatalistico» vada ricondotto il ritardo di almeno un paio di settimane nell'adozione della linea del lockdown, rispetto alle indicazioni date dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla base dell'esperienza di Paesi già colpiti dall'infezione come l'Italia. Ritardo pagato in vite umane perdute in sovrappiù, con uno scenario «significativamente peggiore» rispetto ad altre nazioni, e suggellato da episodi come quello della partita Liverpool-Atletico Madrid: autorizzata ancora a metà marzo 2020, a mo' di mega cluster da 50.000 persone, proprio nel giorno in cui l'Oms proclamava il Covid-19 come una pandemia globale.

 

Sotto accusa le disfunzioni iniziali

Non solo. Nelle 150 pagine del rapporto si evidenzia pure la sottovalutazione in un primo momento dell'impatto del virus sulla case di riposo, divenute in molti casi focolai micidiali d'infezione con esiti inevitabilmente mortali per migliaia di persone anziane e vulnerabili. E vengono denunciate inoltre le lacune iniziali del servizio sanitario (Nhs), i ritardi nelle prime forniture di materiale protettivo per medici e infermieri, quelli sulla realizzazione di un sistema di test e tracciamento efficace, con tanto di vantaggio «sprecato» dal Paese sul fronte dei controlli preventivi nonostante la ricerca britannica fosse stata fra le prime a elaborare un tampone ad hoc fin dal gennaio del 2020.

Il riconoscimento dei risultati

I presidenti delle due commissioni coinvolte nell'indagine, gli ex ministri Tory Jeremy Hunt e Greg Clark, non hanno mancato di stemperare le critiche, riconoscendo come la pandemia sia stata «la più grande sfida» affrontata dall'isola (e dal mondo) in tempo di pace. Né di accreditare al governo Johnson «grandi risultati» nelle successive risposte all'emergenza: in primis sul terreno dello sviluppo e della somministrazione vaccini, dove Londra è divenuta battistrada a livello globale realizzando «una delle iniziative più efficaci nella storia del Regno Unito». Ma si tratta comunque di risultati che non cancellano le critiche sul resto, a dispetto del tentativo di Downing Street d'insistere sulla rivendicazione di aver sempre considerato «la tutela del sistema sanitario e la difesa delle vite umane» come prioritarie. Un'autodifesa che non convince vari specialisti, esponenti del mondo ospedaliero e familiari delle vittime, irritati anche dalla conferma della decisione annunciata mesi fa dal primo ministro di posporre la promessa inchiesta pubblica indipendente sull'accaduto a non prima di metà 2022. Mentre per l'opposizione laburista di Keir Starmer il rapporto di oggi basta e avanza a rappresentare «una condanna» senz'appello degli «errori monumentali» attribuiti dal ministro ombra della Sanità, Jon Asworth, a BoJo e ai suoi.

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