Evo Morales si è dimesso. Quello che sembrava uno dei capi di Stato di maggiore successo in America latina, ha visto il potere sfuggirgli dalle mani in pochi giorni, per una crescente pressione dell'opposizione interna, formata da partiti tradizionali e comitati civici radicati nelle città da sempre a lui ostili, a cui si sono uniti alla fine anche settori operanti nell'area privata di agricoltura e miniere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando alle grida dell'opposizione si sono associati anche i vertici delle forze armate e della polizia che oggi - dopo che Morales aveva annunciato nuove elezioni sulla scia delle massicce contestazioni seguite alla sua vittoria alle presidenziali del 20 ottobre - gli hanno chiesto di abbandonare l'incarico «per il bene del Paese».
Prendendo tutti alla sprovvista, Da La Paz, a bordo dell'aereo presidenziale, Morales si è spostato a Chimorè - città a lui cara nel dipartimento di Cochabamba, per annunciare al popolo boliviano la decisione di dimettersi. Fonti giornalistiche locali, vedendo il presidente imbarcarsi subito dopo la richiesta dei vertici militare di lasciare l'incarico, avevano ipotizzato che stesse abbandonando il Paese diretto in Argentina. Morales ha spiegato, in una breve dichiarazione che la decisione di dimettersi derivava dall' «obbligo di operare per la pace». «Mi fa molto male - ha detto Morales - che ci si scontri fra boliviani e che alcuni comitati civici e partiti che hanno perso le elezioni abbiano scatenato violenze ed aggressioni». «È per questa ed altre ragioni che sto rinunciando al mio incarico inviando la mia lettera al Parlamento plurinazionale», ha concluso. In mattinata Morales aveva annunciato che si sarebbe votato di nuovo, a seguito anche del fatto che l'Organizzazione degli Stati americani (Osa), incaricata di indagare lo scorso processo elettorale, aveva pubblicato un rapporto in cui rendeva noto di aver constatato la presenza di irregolarità anche gravi, e proponeva di convocare un nuovo voto sotto la responsabilità di un rinnovato Tribunale supremo elettorale (Tse).
Bolivia, scontri dopo l'annuncio della vittoria elettorale di Morales
Bolivia nel caos, Evo Morales si dimette ma non lascia il suo paese
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Domenica 10 Novembre 2019, 13:42
- Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 00:02
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