Bipolarismo in Israele, la sinistra si unisce per battere Netanyahu. E i piccoli partiti di destra si coalizzano

Martedì 14 Gennaio 2020
In cerca di un nuovo governo, che guidi il Paese in questi tempi di nuova crisi mediorientale, Israele decide di rafforzare il bipolarismo. Così prima le formazioni di sinistra e  poi quelle, più piccole, di destra hanno deciso di superare gli steccati e allearsi in due grandi formazioni contrapposte in vista del nuovo voto del 2 marzo. 
I due partiti di destra "Nuova destra", di Naftali Bennett e Ayelet Shaked, e "Unione nazionale", di Bezalel Smotrich, hanno firmato una intesa per andare uniti alle prossime elezioni. All'accordo potrebbe accodarsi l'altra formazione di destra estrema "La casa ebraica" ma Bennett ha escluso ogni altro passo in avanti finché quel partito continuerà ad associarsi a "Potenza ebraica" considerata organizzazione razzista per i suoi richiami al defunto rabbino Meir Kahane le cui idee sono state dichiarate fuori legge in Israele.

L'intesa della due piccole formazioni di destra segue quella raggiunta tra i partiti della sinistra, Laburisti e Meretz, che 
 hanno deciso di unire le loro forze con l'obiettivo di detronizzare il premier Benyamin Netanyahu e il suo Likud. «Non concordiamo su tutto - ha detto il leader dei Laburisti Amir Peretz in una conferenza stampa - ma il comune denominatore tra noi è più grande di quello che ci divide. Questa fusione offre una possibilità di rovesciare le politiche di Netanyahu». Come slogan unitario, i due partiti - che insieme a Blu-Bianco di Benny Gantz rappresentano l'intero centro sinistra - hanno scelto "'Quello che fa la differenza nel voto del 2020". © RIPRODUZIONE RISERVATA

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