In Italia il bimbo mutilato simbolo della guerra siriana: lo cureranno a Bologna

In Italia il bimbo mutilato simbolo della guerra siriana: lo cureranno a Bologna
3 Minuti di Lettura
Venerdì 21 Gennaio 2022, 09:05

Una nuova vita in Italia, anche grazie a una foto simbolo divenuta icona del dramma della guerra in Siria che ha fatto il giro del mondo.
Munzir Al-Nazzal e Mustafa, padre e figlio siriani senza arti a causa del conflitto nella loro martoriata patria e protagonisti del famoso scatto Hardship of Life, saranno infatti accolti insieme alla mamma del piccolo e moglie di Munzir e ad altri due figlie della coppia in un appartamento messo a disposizione dalla Caritas dell'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val D'Elsa-Montalcino. Poi padre e figlio potranno essere curati nel Centro protesi Vigorso di Budrio (Bologna).

Bimbo e papà senza arti, ecco la foto simbolo del dramma siriano: vince il “Siena photo awards”


Quella della famiglia al-Nazzal del resto, è una storia emblematica, che ha fatto il giro del mondo. Il piccolo Mustafa, che ha appena 5 anni, è infatti nato affetto da tetra-amelia. È cioè è venuto al mondo senza arti, forse per colpa del gas sarin inalato dalla madre Zeinab durante l'attacco chimico del regime di Assad in un mercato di Idlib, nel 2016. Un bombardamento di cui anche il padre Munzir porta i segni indelebili: le cicatrici e la gamba destra amputata. Una vicenda tortuosa, fissata appunto lo scorso anno nello scatto diventato emblema e che ora potrebbe permettergli di crearsi una nuova vita. Il Siena International Photo Awards, festival che ha premiato la foto di Munzir e Mustafa scattata dal fotografo turco Mehmet Aslan, ha infatti prima premiato quest'ultimo come vincitore assoluto e poi lanciato la raccolta fondi che aiuterà la famiglia Al-Nazzal e altre vittime innocenti del conflitto in Siria.


L'ARRIVO A CIAMPINO
Il loro arrivo in Italia è atteso nel tardo pomeriggio di oggi a Ciampino, con un volo in arrivo direttamente dalla Turchia (dove hanno vissuto negli ultimi 3 anni), poi saranno portati subito a Siena per trascorrere 15 giorni di quarantena in un'abitazione alle porte della città che diventerà anche la loro nuova casa in Italia.
Un arrivo per cui la Farnesina ha espresso profonda soddisfazione: «Nel solco del moto di solidarietà suscitato in Italia - sottolinea il ministero degli Esteri -, l'Ambasciata d'Italia ad Ankara, in stretto coordinamento con la Direzione generale per le Politiche migratorie della Farnesina, si è immediatamente attivata per rintracciare la famiglia Al-Nazzal e per individuare adeguati programmi di accoglienza nel nostro paese»
Il ministero degli Esteri spiega che «la famiglia Al-Nazzal sarà ospitata da una rete di attori della società civile coordinati dall'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino. Grazie a una raccolta fondi promossa dagli organizzatori del Siena Awards Festival, il signor Munzir al-Nazzal e il figlio Mustafa potranno sottoporsi a cure mediche di lungo termine presso il Centro protesico di Vigorso di Budrio».
Alla famiglia, ha fatto sapere l'Arcidiocesi, verrà fornito «vitto e i pocket money, è già stato individuato anche un mediatore linguistico». Successivamente la Caritas si adopererà per creare una rete di supporto e relazioni con il territorio per favorire il processo di integrazione della famiglia e per attivare un accompagnamento e l'insegnamento della lingua italiana, tramite una cooperativa accreditata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA