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Bimbo in coma dopo sfida online, la madre contro i giudici rifiuta di staccare la spina. «Può ancora stringermi la mano»

Hollie è entrata in camera del bimbo è lo ha trovato privo di sensi. Aveva una corda da vestaglia avvolta intorno al collo, tragico risultato di una raccapricciante sfida di soffocamento online andata storta

Bimbo in coma dopo challenge online, i medici vogliono staccare la spina ma la madre si oppone. «Può ancora stringermi la mano»
3 Minuti di Lettura
Sabato 18 Giugno 2022, 12:11 - Ultimo aggiornamento: 16:56

Hollie Dance sorride mentre cerca di evocare un ricordo in grado di cattura la natura maliziosa e gioiosa di suo figlio Archie,12 anni. Ma la tenerezza viene subito spazzata via quando la donna racconta che subito dopo uno scherzoso scambio di battute col suo bambino, Hollie è entrata in camera del piccolo è lo ha trovato privo di sensi. Aveva una corda da vestaglia avvolta intorno al collo, tragico risultato di una raccapricciante sfida di soffocamento online andata storta. Da allora Hollie sta vivendo un incubo. 

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LA LOTTA IN TRIBUNALE

I medici del Royal London Hospital di Londra - dove Archie è attaccato a un tubo da quando è arrivato lì nelle prime ore dell'8 aprile - hanno costatato la morte cerebrale, e vogliono disattivare il suo supporto. Hollie e il padre di Archie, Paul Battersbee, 56 anni, si sono opposti con fermezza e sono finiti in tribunale per chiedere più tempo. Ma un giudice si è pronunciato a favore del Barts Health NHS Trust, concordando sulla cessazione irreversibile della funzione del tronco cerebrale e dando il permesso ai medici di interrompere il supporto vitale.

«Quello che so è che un ragazzo che riesce a stringermi la mano non è cerebralmente morto. Sfido qualsiasi madre a non fare lo stesso se si trovasse nella mia situazione.L'unica cosa che non faccio più quando lo vado a trovare è piangere. Non fraintendermi, ho versato milioni lacrime, ma ho dovuto staccarmi emotivamente per combattere per lui. È l'unico modo in cui posso farcela. Altrimenti lo deluderò e non posso farlo».

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