Barcellona, arrestati sei giovani anarchici italiani durante le proteste per il rapper Hasél

Barcellona, arrestati sei giovani anarchici italiani durante le proteste per il rapper Hasél
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Lunedì 1 Marzo 2021, 21:02 - Ultimo aggiornamento: 22:09

Sei italiani arrestati in Catalogna. L'assessore all'Interno Miquel Sàmper ha reso noto che ci sono anche degli italiani tra i 14 manifestanti finiti in manette negli scontri di sabato scorso a Barcellona nelle proteste contro l'arresto del rappee Pablo Hasèl. Lo riportano i media spagnoli. Sàmper ha spiegato che si tratta di persone «legate ai movimenti anarchici» che hanno manifestato «condotte violente». La polizia catalana - si apprende - ha informato il consolato italiano a Barcellona che tra i fermi ci sono 5 ragazzi ed una ragazza italiani. Il consolato, in attesa di conoscere i reati contestati, si sta attivando per prestare assistenza ai fermati. 

Barcellona, quarta notte di scontri per l'arresto del rapper anti-monarchia

 La notizia del fermo di alcuni stranieri, tra cui gli italiani e un francese, è arrivata dall'assessore all'Interno della Catalogna, Miquel Sàmper. Sono stati arrestati 14 manifestanti, appartenenti a «gruppi eterogenei»: si tratta di persone «legate ai movimenti anarchici» che hanno manifestato «condotte violente», ha aggiunto. Sabato sera circa 4.000 persone — secondo il calcolo della polizia municipale riportato dai media spagnoli — sono scese ancora una volta in piazza a Barcellona. Durante le proteste un gruppo minoritario di manifestanti ha iniziato ad erigere barricate e dato il via ad atti di vandalismo ai danni di negozi, uffici, sportelli bancari e un hotel: scene che si erano già viste ripetutamente nel corso delle proteste della settimana precedente. L'episodio più grave della notte si è registrato quando alcuni dimostranti hanno dato fuoco a un furgone della polizia catalana a bordo del quale si trovava un agente, che è riuscito ad abbandonare il mezzo illeso.

Le tensioni vissute nelle ultime due settimane di proteste in Catalogna, partite dopo l'arresto di Hasél — condannato per 'apologia di terrorismò e ingiurie contro la monarchia — sono sfociate in un crescente malcontento, provocando ripercussioni anche sul piano politico. In una fase delicata in cui la regione, dopo le recenti elezioni, è impegnata in complicate trattative tra i partiti indipendentisti alla ricerca della formazione di un nuovo governo. Trattative ulteriormente complicate dalle divisioni interne tra le varie forze in campo sulla condanna esplicita o meno delle violenze e il malessere della polizia catalana, che non si sente appoggiata a sufficienza dai responsabili politici.

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