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Azot, la fabbrica bunker come Azovstal: i rischi legati al colosso della chimica ucraina

Dagli operai insigniti con la medaglia dell'Ordine di Lenin all'impianto di oggi leader nella produzione di fertilizzanti

Azot, la fabbrica bunker come Azovstal: i rischi legati al colosso della chimica ucraina
4 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Giugno 2022, 19:55 - Ultimo aggiornamento: 3 Giugno, 11:13

Si definiscono la più grande impresa chimica in Ucraina e in Europa. Come Azovstal era la città d'acciaio anche Azot si configura come una cittadella nata e sviluppata attorno al suo cuore industriale. La fabbrica Azot è entrata in funzione nel 1951 con il primo impianto a Lisichansk. Oggi l'azienda di Severdonetsk si estende su 800 ettari ed è leader dell'industria chimica ucraina. Impiega fino a 8mila lavoratori che prima della guerra avevano anche dei benefit per i centri ricreativi in Crimea e nell'Ucraina occidentale.

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È specializzata nella produzione di fertilizzanti minerali azotati (ammoniaca, urea, ammonio, potassio e nitrato di sodio), carbonato di ammonio, alcolici e acidi organici (acido acetico, metanolo, formalina, alcol polivinilico, acido adipico, resina urea-formaldeide), acetilene, acetato di vinile, prodotti polimerici e pellicole polimeriche. Ha grandi capacità produttive: acido acetico (150.000  tonnellate all'anno), metanolo (190.000  tonnellate all'anno), nitrato di ammonio (550.000  tonnellate all'anno). Fa parte del gruppo industriale OSTCHEM. È parte dell'impero dell'oligarca ucraino Dmytro Firtash. All'inizio del conflitto, proprio per evitare rischi di incidenti in caso di attacchi, ha sospeso le attività, svuotando le riserve di ammoniaca. Come Azovstal, la fabbrica-fortino è ora un bunker. Circa 800 persone, tra cui bambini, si stanno nascondendo sotto la fabbrica chimica, oggetto di intensi bombardamenti russi. Lo ha detto Serhiy Haidai, il governatore della regione di Luhansk, che alla Cnn ha spiegato che i cittadini hanno cercato riparo nei rifugi antiaerei dell'era sovietica sotto l'impianto. «Ci sono persone del posto a cui è stato chiesto di lasciare la città. Ma hanno rifiutato. Ci sono anche bambini, ma non molti», ha detto Haidai, che ieri ha affermato che è possibile che ci siano ancora scorte di sostanze chimiche pericolose nella struttura. I russi vorrebbero prendere l'impianto senza distruggerlo, per tornare poi a utilizzarla.

Il gigante della chimica

Azot ha registrato 380 milioni di euro di vendite tra il 2012 e il 2014, esporta in 129 paesi e conta 8000 lavoratori. Moltissimi prodotti che usiamo anche in Italia vengono da qui. Un esempio: i fertilizzanti. Il nitrato di ammonio è usato largamente utilizzato come fertilizzante. L'acido acetico è usato in moltissime applicazioni: dalla produzione di colle fino a quella di inchiostri e vernici. Si produce lì anche metanolo (che è estremamente infiammabile) che poi diventerà formaldeide, resine, materie plastiche. Il metanolo è la materia prima anche per un importante additivo per benzine che consente di ottenere carburanti più efficaci e con minor impatto ambientale. Inoltre è un agente molto importante nella cosiddetta denitrificazione delle acque di scarico troppo ricche di nitrati (nei terreni dove insistono allevamenti). L'azienda occupa circa 800 ettari. "Associazione Severodonetsk Azot
 

La storia

Il primo embrione industriale è a Lisichansk. Il futuro gigante dell'industria chimica è stato costruito sulla riva sinistra del Seversky Donet, di fronte alla città di Lisichansk. Avrebbe dovuto essere inaugurato nel 1941, ma la seconda guerra mondiale lo ha impedito. Negli anni del dopoguerra l'impianto chimico fu ricostruito. Fu messo in funzione il 16 febbraio 1951 e iniziò la produzione di acido nitrico e nitrato di ammonio. Nello stesso anno, l'insediamento di lavoro Liskhimstroy divenne la città di Severodonetsk. In questo è simile alla città d'acciaio Azovstal a Mariupol. Nei piani quinquennali redatti dai sovietici prima nasceva la fabbrica e intorno a nucleo industriale si sviluppava la città.

Negli anni Sessanta la produziione comincia a essere diversificata. Nel 1966, il personale dell'impianto chimico è stato insignito dell'Ordine di Lenin per alti risultati nel lavoro.

La retorica sovietica si appropria di questo gioiello della chimica. Ad alcuni operai dell'Azot vengono intitolate diverse vie di Severodonetsk (sono Ivan Ivanovich Gladky, Viktor Fedorovich Gogin, Valery Pavlovich Egorov, Alexander Alekseevich Verkhovod). Esiste anche un Museo Nazionale della Storia di Azot. Dal 2011 PJSC "Severodonetsk Azot Association" è stata inclusa nel gruppo OSTCHEM. 

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