Arte, fu Munch a scrivere su "Urlo" la frase «dipinto solo da un pazzo». Gli infrarossi confermano autografia

Lunedì 22 Febbraio 2021 di Laura Larcan
Arte, fu Munch a scrivere su "Urlo" la frase «dipinto solo da un pazzo». Gli infrarossi confermano autografia

La frase «Può essere stato dipinto solo da un pazzo» è autografa di Munch. L'enigma che per oltre un secolo ha avvolto il capolavoro leggendario de "L'Urlo", dipinto dall'artista norvegese nel 1893, è stato risolto grazie alla tecnologia a raggi infrarossi. Fu Edvard Munch (1863-1944), genio tormentato, padre dell'espressionismo esistenziale, ad intervenire direttamente sulla sua tela all'indomani di critiche e polemiche sulla sua arte e crisi personali. Le analisi sulla grafia incisa con una matita hanno confermato la mano.

 

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Il verdetto sull'attribuzione dell'enigmatica e nascosta iscrizione è stato formulato dai curatori del Museo Nazionale della Norvegia di Oslo dopo una serie di indagini non invasive. «La scrittura è senza dubbio di Munch - ha dichiarato il direttore del Museo di Oslo, Mai Britt Guleng - La grafia è la stessa delle sue lettere». Il capolavoro, considerato un'espressione radicale dell'angoscia umana, è stato sottoposto a un intervento di conservazione in vista della sua installazione nel nuovo museo che dovrebbe aprire nella capitale norvegese nel 2022.

Gli esperti conoscevano da tempo la cupa frase incastonata nell'angolo in alto a sinistra del dipinto ma sono rimasti sempre incerti riguardo alla sua origine. L'iscrizione a matita fu aggiunta sul dipinto anni dopo che Munch lo completò nel 1893, il che portò alcuni a credere che potesse essere stato aggiunto da qualcun altro. Mai Britt Guleng aveva detto ad «Artnet News» che alcuni esperti credevano addirittura che potesse essere stato un atto di vandalismo.

I critici d'arte si sono, infatti, a lungo interrogati sul fatto se il graffito fosse un atto di vandalismo compiuto da uno spettatore indignato oppure scritto dallo stesso Munch noto per aver avuto problemi di salute mentale per tutta la vita. Fu lui, Edvard Munch ad affermare a metà della sua esistenza, dal 1863 al 1944, «Senza paura e malattia, la mia vita sarebbe una barca senza remi». Paura e malattia, paradossalmente furono le sue due fonti inestimabili d'ispirazione. Ora il Museo Nazionale della Norvegia è giunto alla conclusione che «le parole sono state scritte proprio da Munch» dopo aver utilizzato la tecnologia più sofisticate per analizzare la grafia e confrontarla con i suoi diari e lettere.

Munch, secondo i suoi diari, è rimase profondamente ferito dalla reazioni suscitate da «L'urlo» e si ritiene ora che sia tornato sul dipinto per aggiungere la sua dichiarazione a matita in seguito. Sia il padre che la sorella di Munch soffrirono di attacchi di depressione e Munch fu ricoverato in ospedale dopo un esaurimento nervoso nel 1908. Sua madre e sua sorella maggiore morirono entrambe prima che l'artista compisse 14 anni, suo padre morì 12 anni dopo e un'altra sorella fu ricoverata in manicomio, con disturbo bipolare. «Per tutto il tempo che posso ricordare ho sofferto di una profonda sensazione di ansia che ho cercato di esprimere nella mia arte», ha scritto Munch. «Senza questa ansia e malattia sarei stato come una nave senza timone».

Ultimo aggiornamento: 13:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA