Armi chimiche in Ucraina, cosa sono e dove sono state usate. La "linea rossa" dell'Occidente

Armi chimiche in Ucraina, cosa sono e dove state usate. La "linea rossa" dell'Occidente
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Sabato 26 Marzo 2022, 16:33 - Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 13:10

L’Occidente ha tracciato per Putin una “linea rossa” da non valicare. Il presidente americano Joe Biden, dopo il summit di Bruxelles con gli alleati europei, ha affermato che la Nato darà “una risposta” all’eventuale uso di armi chimiche in Ucraina, che potrebbe essere una delle utime strategie di Mosca per cercare di vincere una guerra che si è rivelata molto più difficile del previsto. Non riuscendo a conquistare Kiev, e nemmeno a fare cadere in poco tempo la città di Mariupol, devastata da settimane dalle bombe, il presidente russo potrebbe alzare l'asticella del conflitto, utilizzando i gas tossici. Non a caso, la Nato ha fatto sapere che fornirà all’Ucraina apparecchiature per difendersi da un possibile attacco: maschere anti-gas e iniezioni di atropina, o di altri antidoti contro il gas nervino.

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La preoccupazione è cresciuta dopo che il Cremlino ha iniziato a sostenere che Ucraina e Stati Uniti potrebbero utilizzare questo tipo di armi contro Mosca. Secondo il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, la Russia sta cercando un «pretesto», ma «le accuse contro Kiev e la Nato sono assolutamente false». Nel corso della conferenza stampa a Bruxelles, Stoltendberg ha chiarito che l’uso di armi chimiche o batteriologiche «cambierebbe totalmente la natura del conflitto».

 

Come funzionano le armi chimiche


Le armi chimiche contengono sostanze tossiche – inserite all'interno di una bomba o di un proiettile di artiglieria – progettate per uccidere o provocare danni seri alle vittime. Il loro uso è vietato dal diritto internazionale. La Russia afferma di non possederle, ma il Paese è già stato collegato all'uso di agenti nervini contro Sergei Skripal e Alexey Navalny. L'uso di agenti chimici tra cui cloro, fosgene e gas mostarda (o Iprite) è stato uno degli orrori della prima guerra mondiale ed è stato responsabile di quasi 100mila morti, secondo le Nazioni Unite. Nel 1925 è stato quindi firmato il Protocollo di Ginevra, che vietava gli attacchi con questo tipo di armi.
Tuttavia, secondo l'Ufficio per gli affari del disarmo delle Nazioni Unite, ben 25 paesi hanno lavorato per sviluppare agenti chimici durante la Guerra Fredda. Lunghi negoziati hanno portato all'adozione della Convenzione sulle armi chimiche, entrata in vigore nel 1997, che impone alle nazioni di distruggere le loro scorte e vieta sviluppo, produzione e utilizzo di agenti tossici.

Negli anni '80, Saddam Hussein ha usato una varietà di armi chimiche contro l'Iran. Un'indagine medica delle Nazioni Unite ha concluso che nell'Attacco chimico di Halabja, nel 1988, l'esercito iracheno utilizzò per 48 ore gas iprite insieme ad agenti nervini, provocando tra le 3.200 e le 5.000 vittime - nella maggior parte civili - oltre a migliaia di feriti. Nei sopravvissuti è stato dimostrato un aumento dei casi di cancro e malattie congenite. Ci sono stati anche utilizzi più recenti, in Siria, durante la guerra civile: gli attacchi a Ghouta nel 2013, e a Khan Sheikhoun nel 2017.

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