Alexey Navalny scomparso, il dissidente russo non compare più nell'elenco dei detenuti. «Si rifiutano di dirci dove sia»

Preoccupa la sorte dell'oppositore di Putin che ha lanciato la campagna per boicottare le elezioni di marzo e la scontata vittoria dello zar

Navalny scomparso, il dissidente russo non compare più nell'elenco dei detenuti. «Si rifiutano di dirci dove sia»
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Lunedì 11 Dicembre 2023, 17:12 - Ultimo aggiornamento: 23:53

Cresce la preoccupazione man mano che passano le ore per la sorte di Alexey Navalny, il più in vista oppositore russo ostile al governo di Mosca - e in carcere con una condanna a 19 anni -, che è letteralmente «scomparso» facendo temere per la sua incolumità. Da giorni infatti gli avvocati non riescono a parlarci e da una settimana la spina nel fianco di Vladimir Putin non entra in contatto con il suo staff. Elemento questo particolarmente preoccupante nei giorni in cui il network del dissidente ha lanciato la campagna per boicottare le elezioni di marzo e la scontata vittoria dello zar.

La scomparsa

La portavoce di Navalny ha dichiarato sui social media che i funzionari della colonia penale numero 6 di Melekhovo hanno detto all'avvocato dell'oppositore russo che questi «non è più negli elenchi» del centro detentivo, ma «si rifiutano di dire dove è stato trasferito»: lo riporta la testata online Meduza.

Dopo la condanna a 19 anni inflittagli ad agosto con accuse di «estremismo» ritenute di ovvia matrice politica, ci si aspetta che Navalny sia trasferito in un carcere di massima sicurezza «Sono appena usciti dall'IK-6 di Melekhovo e hanno detto a un avvocato che il prigioniero Navalny non è più sulla loro lista dei detenuti. Si rifiutano di dire dove sia stato trasferito», ha dichiarato Yarmish in un tweet ripreso da vari media russi e internazionali. «Venerdì e per tutta la giornata di oggi, né» la colonia penale «IK-6 né l'IK-7 hanno risposto» agli avvocati, ha scritto ancora la portavoce di Navalny. «Ovviamente il comando ormai è stato dato. Dove sia Alexey è ancora ignoto».

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La paura

«La settimana scorsa si è sentito male in cella, ha avuto le vertigini e si è sdraiato sul pavimento. Il personale è intervenuto facendogli una flebo. Non sappiamo cosa fosse, ma visto che non gli viene dato da mangiare, è tenuto in una cella di isolamento senza ventilazione, sembra che sia svenuto per la fame». Nei giorni successivi al collasso del dissidente tutto sembrava procedere normalmente, «gli avvocati lo hanno visto, si sentiva bene. Ma ormai è il terzo giorno che non sappiamo dove sia. E non ci sono state sue lettere per tutta la settimana», afferma ancora la responsabile. Una settimana importante, segnata prima dal lancio della campagna anti Putin, poi dalla conferma arrivata dal presidente sulla sua ricandidatura. Il network dell'oppositore, in cella da quasi tre anni, ha lanciato appena giovedì scorso l'iniziativa «Russia senza Putin».

Le elezioni

Gli organizzatori chiedono a ogni cittadino di «convincere almeno dieci persone a votare contro Putin». «I risultati del voto saranno falsificati, ma il nostro compito è mostrare a tutti che la Russia non ha più bisogno di Putin - recita l'appello -. Le elezioni del 2024 saranno un referendum per l'approvazione delle sue azioni, per l'approvazione della guerra». Il link al sito web della campagna sarebbe anche stato incorporato nel codice Qr stampato su alcuni cartelloni pubblicitari apparentemente innocui, con la scritta «Russia, felice anno nuovo». Manifesti effettivamente apparsi in diverse città russe. Tanto che, riferisce Nexta - il media legato all'opposizione bielorussa -, le autorità di Mosca li avrebbero messi al bando

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