Albania, Tirana in fiamme per l'uccisione di un ragazzo da parte della polizia. Si dimette il ministro dell'Interno

Giovedì 10 Dicembre 2020
Albania, Tirana in fiamme per l'uccisione di un ragazzo da parte della polizia. Si dimette il ministro dell'Interno

Le violenze infiammano Tirana, dove le dimissioni del ministro dell'Interno non placano la furia della piazza in rivolta dopo la morte di un giovane, colpito dalle forze di polizia. Le tensioni nella capitale albanese sono iniziate ieri quando in centinaia, soprattutto giovani, sono scesi in strada per protestare contro l'uccisione da parte di una pattuglia, la notte dell'8 dicembre, di un ragazzo di 25 anni, Klodian Rreshja, in una zona periferica della capitale durante il coprifuoco, anche qui in vigore come misura anti-Covid.

La dimostrazione è presto degenerata in scontri, i manifestanti hanno dato alle fiamme e poi abbattuto un grande albero di Natale, allestito all'entrata principale del palazzo di governo, mentre hanno tentato per alcuni minuti di sfondare i portoni di ingresso. La folla è stata poi respinta dalle unità antisommossa che hanno fatto uso anche di lacrimogeni. Il giovane ucciso si trovava nei presi di casa quando la polizia gli ha intimato l'alt. Il ragazzo avrebbe tentato di fuggire, inseguito da un agente che ha tirato fuori la pistola e ha sparato colpendolo alla testa. Inutili i soccorsi.

 

L'agente, arrestato, ha spiegato di aver premuto il grilletto perché pensava il giovane fosse armato. Oggi la svolta: il premier Edi Rama ha annunciato le dimissioni del ministro dell'Interno albanese, Sander Lleshaj, chieste a gran voce dalla piazza. «Sono fiero dell'alto senso di responsabilità civile dimostrato dal ministro, che non è né direttamente né indirettamente colpevole di questo episodio tragico», ha detto Rama, affermando che si tratta di «un atto isolato» e che «spetta allo Stato chiedere scusa, fare piena luce sulla vicenda e punire l'autore» dell'omicidio.

Ma non è bastato. Proprio mentre il premier parlava in diretta tv, a Tirana è riesplosa la tensione e altre centinaia di persone richiamate dal tam tam sui social network sono tornate a manifestare la propria rabbia. Dapprima riunita di fronte alla sede del ministero dell'Interno, la folla ha ingaggiato tafferugli con la polizia, fatta oggetto di una fitta sassaiola. Gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni e gli idranti, disperdendo i dimostranti.

Questi, riunitisi in piccoli gruppi, hanno dato poi l'assalto a numerosi edifici pubblici sul viale principale di Tirana, infrangendo vetrine e dando fuoco ai cassonetti. In serata il centro della capitale sembrava un campo di battaglia. Nelle proteste di ieri almeno dieci agenti sono stati feriti, uno dei quali, in gravi condizioni, rischia di perdere un occhio ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico.tata una nuova manifestazione violenta di centinaia di giovani che si sono scontrati con le forze speciali della polizia.

Il giovane ucciso, in una zona periferica della capitale, si chiamava Klodian Rreshja e aveva 25 anni. «Sono fiero dell'alto senso di responsabilità civile dimostrato dal ministro, iI quale non è né direttamente né indirettamente colpevole di questo episodio tragico», ha detto Rama rivolgendosi ai cittadini. Il premier ha preso le difesa della Polizia considerando l'uccisione del giovane «un atto isolato», ma, ha aggiunto, poiché «è stato ucciso da una forza dello Stato, spetta allo Stato chiedere scusa e fare piena luca sulla vicenda e punire l'autore». Sempre questa sera centinaia di giovani hanno indetto una nuova protesta, sfociata in atti di vandalismo.

Riuniti inizialmente di fronte alla sede del ministero dell'Interno, nel giro di pochi minuti sono partiti gli scontri con la polizia, presa di mira da una fitta sassaiola. Gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. I manifestanti si sono allora divisi in piccoli gruppi, dando l'assalto a numerosi edifici statali che si trovano sul viale principale della capitale, rompendo vetri e dando fuoco ai cassonetti. Il centro di Tirana si è così trasformato in un campo di battaglia e la polizia è intervenuta anche con gli idranti. Nelle proteste di ieri almeno 10 agenti sono stati feriti, uno dei quali, in gravi condizioni, rischia di perdere un occhio ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Al momento, non si ha ancora un bilancio degli scontri di questa sera.

Ultimo aggiornamento: 22:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA