Afghanistan, paura per gli ultimi voli: «Ci saranno altre bombe»

Afghanistan, paura per gli ultimi voli: «Ci saranno altre bombe»
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Sabato 28 Agosto 2021, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 12:27

«Minacce specifiche e credibili» contro l’aeroporto di Kabul. Come due giorni fa, a poche ore dalla strage, il Pentagono annuncia l’orrore. Ci si aspetta almeno un altro attentato, dopo quello che giovedì ha colpito i disperati accalcati all’esterno dello scalo internazionale, pronti ad accettare il rischio di morire pur di lasciare l’inferno. Bombe, razzi o kamikaze, per i quali non sarebbe difficile infiltrarsi in quel fiume umano che attende all’esterno dello scalo. «Siamo preparati e ci aspettiamo altri attacchi», annuncia drammaticamente Jack Kirby, portavoce del Dipartimento della Difesa Usa, sottolineando che le minacce vengono monitorate in «modo specifico e praticamente in tempo reale». 

La profezia due giorni fa si è avverata e adesso la paura cresce, accelerando la fuga. Ancora novantasei ore di terrore prima del decollo definitivo. «Le più pericolose», spiega un funzionario della Casa Bianca alla Cnn.

Il conto alla rovescia è partito da tempo e adesso qualcuno ha deciso di accelerare, come il Regno Unito, che ha scelto di lasciare in Afghanistan oltre mille persone che in questi anni hanno lavorato per sua Maestà. In aeroporto in 5.400 attendono il volo della salvezza. E una massa senza fine, continua ad accalcarsi all’esterno, nella speranza di raggiungere un ingresso e trovare la salvezza. I miliziani armati, intanto, tentano di allontanare quella folla senza volti, sorvegliando i posti di blocco con i camion: i cancelli sono chiusi. 

LA MINACCIA

Ieri mattina il presidente americano Joe Biden e la sua vice Kamala Harris sono stati avvertiti dall’intelligence: «Un altro attacco terroristico a Kabul è probabile». Il funzionario della Casa Bianca, citato dalla Cnn, aggiunge che «i prossimi giorni di questa missione saranno i più pericolosi e sottolinea che gli Stati Uniti, stanno prendendo le massime misure di protezione all’aeroporto». Ma controllare l’esterno è oramai impossibile. La minaccia riguarderebbe l’uso di razzi o autobombe. Ma le ulteriori azioni potrebbero essere messe in atto anche all’interno dello scalo: con kamikaze pronti a entrare con documenti falsi. Poi, all’interno, riceverebbero dai basisti i materiali esplosivi. E la necessità di controlli, anche per opera dei talebani, in queste ore, metterebbe a rischio la vita di alcuni collaboratori Usa. I dirigenti americani, infatti, avrebbero consegnato agli studenti islamici una lista con i nomi delle persone (anche afghane) da far partire, per facilitare il loro accesso al perimetro esterno dell’aeroporto di Kabul. «Fondamentalmente hanno messo tutti quegli afghani in una “kill list”», ha commentato un dirigente del Pentagono. Biden ha detto di non essere sicuro dell’esistenza di questa lista ma non ha negato che qualche volta gli Usa hanno consegnato ai talebani nomi di persone da salvare. L’allarme per possibili attacchi riguarda comunque anche altre aree, non è escluso che frange terroristiche possano entrare in azione in queste ore in Iraq.

LE PARTENZE

Tutti i militari e funzionari tedeschi hanno lasciato il Paese. In totale, la Germania ha portato fuori dall’Afghanistan 5.347 persone di 45 Paesi diversi. Fra loro 500 tedeschi e più di 4mila afghani. Anche Spagna e Italia hanno concluso le operazioni. La corsa degli Usa non si ferma anche se rallenta: circa 12.500 le persone evacuate giovedì, un calo rispetto alle 20mila al giorno registrate in precedenza. Il problema per gli Usa, che hanno chiesto appoggio anche all’Italia, è trovare una base per la quarantena degli sfollati. La situazione si fa sempre più complessa, ieri dopo le accuse agli americani che non avrebbero garantito la sicurezza allo scalo, il portavoce degli islamisti ha comunicato che i Talebani avrebbero preso il controllo di una parte dell’aeroporto, che dopo la partenza definitiva del personale Usa, prevista per il 31 agosto, potrebbe restare attivo. 

Intanto, una nuova ondata migratoria prende corpo: decine di migliaia di persone, dopo la strage, cercano adesso un’altra via di fuga, avendo abbandonato la speranza di riuscire a salire su un volo. Le immagini satellitari mostrano una massa umana che si muove in direzione del valico di frontiera di Spin Boldak, verso il Pakistan. Sono migliaia di persone in fuga.
 

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