Afghanistan, i Talebani: «Siamo entrati a Pol-e Khomri»: è l'ottavo capoluogo conquistato

Talebani: «Abbiamo conquistato Farah». Ma fallisce (per ora) l'attacco a Mazar-i Sharif
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Martedì 10 Agosto 2021, 12:18 - Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 10:19

Sale a otto il conto dei capouoghi conquistati dai Talebani nel corso dell'offensiva per rovesciare il governo dopo il ritiro delle truppe degli Stati Uniti. Gli insorti sono entrati a Pol-e Khomri, capoluogo della provincia afghana di Baghlan, nel nordest: «La città è stata completamente conquistata, il nemico
sta fuggendo», ha spiegato un portavoce dell'Emirato islamico. Poche ore prima era stato il centro di Farah ad essere conquistato. L'obiettivo successivo era stato stato Mazar-i Sharif, la più importante città nel nord dell'Afghanistan e la quarta del Paese. Le forze afghane, però, li hanno respinti e hanno riconquistato il settore di Nahr-i-Shahi. Le forze afghane, si precisa, sono state coadiuvate dal supporto aereo. 

E mentre i talebani continuano ad avanzare portando a otto i capoluoghi conquistati, parla il Mullah Muhammad Yaqoob, figlio maggiore, poco più che ventenne, del fondatore dei talebani afghani Mullah Omar. In un raro messaggio audio, ha esortato i miliziani a rispettare le case e le proprietà nelle città conquistate, a concentrarsi sulla «linea del fronte e combattere». I talebani dovrebbero anzi garantire la sicurezza dei residenti, ha detto, aggiungendo che, se il personale dell'esercito nazionale afghano si arrendesse, nessuno sarebbe ferito».

I talebani controllano il 65% del Paese

I Talebani «ora controllano il 65% del territorio dell'Afghanistan»: lo afferma un alto responsabile della Ue citato dalla Reuters sul proprio sito. Gli insorti «minacciano di conquistare 11 capoluoghi di provincia e privare Kabul del supporto delle forze governative stazionate nel nord», aggiunge la fonte.

Di fronte all'irrefrenabile avanzata dei Talebani in Afghanistan, al dipartimento di Stato si sta preparando un'ulteriore riduzione del personale all'ambasciata di Kabul. Lo riporta la Cnn citando fonti secondo le quali, viste le quotidiane conquiste dei talebani, la caduta del governo centrale afghano potrebbe avvenire in tempi rapidi, molto più rapidi dei sei mesi che erano stati previsti.

Con il ritiro delle forze militari completato per oltre il 95%, il dipartimento di Stato sta lavorando per individuare il personale essenziale, ed un richiamo di parte del personale potrebbe avvenire nei prossimi giorni o settimane, precisano le fonti. Washington ha iniziato già nei messi scorsi a ridurre in modo sensibile il personale della mega ambasciata che ha aveva centinaia di diplomatici. Una decisione finale non è ancora stata comunque presa, concludono le fonti della Cnn precisando che la situazione potrebbe essere più chiara nei prossimi giorni. Nei giorni scorsi l'ambasciata americana ha invitato gli americani che si trovano in Afghanistan a lasciare il Paese.

 

 

Indiani evacuati in aereo

L'avanzata dei Talebani in Afghanistan porta l'India a invitare i suoi connazionali a lasciare Mazar-i-Sharif. «Un volo speciale parte da Mazar-i-Sharif per Nuova Delhi. Tutti i cittadini indiani a Mazar-i-Sharif e nei dintorni sono invitati a partire per l'India» a bordo dell'aereo che decollerà nelle prossime ore, si legge in un tweet del consolato indiano nella principale città del nord dell' Afghanistan la cui caduta - scrive il Times of India - indicherebbe «il crollo totale del controllo da parte del governo» in una regione che è stata tradizionalmente anti-Talebani. A Mazar-i-Sharif, capoluogo della provincia di Balkh, i negozi hanno cominciato a chiudere, le strade solitamente affollate sono semideserte, racconta Voice of America, dopo che ieri mattina sui social sono circolate voci, poi rivelatesi propaganda degli insorti, di un attacco a Mazar-i-Sharif da quattro fronti. Secondo Voice of America, gli unici scontri sono stati segnalati a una ventina di chilometri dalla città, vicino a una base militare nel distretto di Dihdadi. I Talebani hanno lanciato la loro offensiva dopo l'avvio, a inizio maggio, del ritiro delle forze internazionali dall' Afghanistan e ora controllerebbero sei dei 34 capoluoghi di provincia del Paese. 

«La gente sta scappando. La metà dei negozi sono chiusi, anche se i Talebani sono ancora alla periferia», ha detto Hamid Askar, abitante della città. Chi può permetterselo scappa. «Solitamente ci sono due, tre voli al giorno da Mazar-i-Sharif a Kabul - ha detto Samer, un agente di viaggio - Sono aumentati a cinque, sei. Prima il prezzo del biglietto solo andata era di 85 dollari, adesso ce ne vogliono 113». Secondo le notizie diffuse nelle ultime ore su Twitter da Fawad Aman, un portavoce del ministero della Difesa di Kabul, l'attacco dei Talebani «alla periferia di Mazar-i-Sharif» è stato «respinto» e la notte scorsa «l'aviazione ha colpito i covi» degli insorti nel distretto di Dihdadi con un bilancio di «decine di terroristi uccisi e feriti». 

La confroffensiva

Intanto almeno 47 miliziani talebani sono stati uccisi a seguito dei bombardamenti aerei sulle loro postazioni nella provincia meridionale afghana di Kandahar. Lo ha riferito in un comunicato il ministero della Difesa afghano. I raid hanno colpito nella notte le postazioni talebane a Dand, Zari, Takhta Pul e in alcune aree di Kandahar, capoluogo della provincia. Oltre ai 47 insorti uccisi, il ministero riferisce anche che altri 25 miliziani sono rimasti feriti. Nei bombardamenti sono andati distrutti anche depositi di armi e munizioni. Da parte talebana non è ancora stata rilasciata alcuna dichiarazione.

 

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