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Abramovich, l'acciaio per le armi di Putin: così l'oligarca aiuta l'esercito russo in guerra

Il colosso dell'acciaio Evraz ha fornito materie prime ai produttori di armi che forniscono l'esercito russo

Abramovich e l'aiuto (sempre smentito) a Putin: dalle sue aziende materie prime per l'esercito russo
4 Minuti di Lettura
Lunedì 25 Luglio 2022, 10:02 - Ultimo aggiornamento: 19:43

Roman Abramovich smentito a più riprese un suo coinvolgimento in guerra e nelle ultime settimane pare anche che abbia preso in mano le redini di un gruppo di oligarchi che in tribunale chiederanno la revoca delle sanzioni. Eppure secondo un reportage di Occrp, l'organizzazione giornalistica che si muove a livello investigativo grazie al lavoro di giornalisti indipendenti, il colosso dell'acciaio Evraz ha fornito materie prime ai produttori di armi che forniscono l'esercito russo. 

Dopo l'invasione russa dell'Ucraina a febbraio, i governi occidentali si sono mossi per sanzionare gli oligarchi russi che beneficiano dei loro rapporti con il presidente Vladimir Putin. Tra i più riconoscibili di questi uomini d'affari nella lista nera c'è Abramovich, il miliardario ex proprietario del Chelsea. Il Regno Unito ha sanzionato Abramovich a marzo, citando la sua relazione di lunga data con Putin e ipotizzando che una delle sue società, il colosso dell'acciaio Evraz, potrebbe aver fornito acciaio all'esercito russo che avrebbe potuto essere utilizzato per produrre carri armati. La società registrata nel Regno Unito ha risposto negando che i suoi contratti con il governo russo potessero essere collegati in qualche modo alle armi. E nei giorni scorsi l'oligarca era anche a Istanbul dove Kiev e Mosca hanno raggiunto un accordo-simbolo sul grano, certificando una sorta di ruolo di mediatore che ha sempre rivendicato. 

Abramovich guida il riscatto dei super ricchi oligarchi russi: ora chiedono all'Ue la revoca delle sanzioni (e un risarcimento)

Abramovich e le materie prime per l'esercito

In realtà, spiega l'indagine, i contratti verificati tramite un database indipendente di contratti aziendali, mostrano che le filiali russe di Evraz hanno fornito direttamente e indirettamente l'esercito per più di un decennio. I contratti mostrano che hanno fornito materiali alla Guardia Nazionale. Ad esempio, Evraz ZSMK (Consolidated West-Siberian Metallurgical Plant), ha ricevuto oltre 2,8 milioni di dollari tra il 2015 e il 2018 per fornire il toluene, un prodotto di petrolio e carbone utilizzato negli esplosivi, da una fabbrica statale che produce munizioni ed esplosivi industriali.

Nel 2018, Evraz NTMK (Nizhny Tagil Metallurgical Plant) ha fornito acciaio per un valore di 1,4 milioni di dollari a Uralvagonzavod, una fabbrica dell'era sovietica che produce carri armati e altri mezzi di trasporto come i vagoni dei treni merci. Nel 2016 e nel 2017, la filiale di Evraz ha anche fornito alla fabbrica scorie di vanadio (per un valore di 227mila dollari) che vengono utilizzate per rafforzare l'acciaio nella produzione di armi.

 

Le reazioni del governo

Un portavoce di Evraz ha negato che la compagnia avesse fornito l'esercito russo. «Evraz in Russia fornisce prodotti a infrastrutture e progetti di costruzione solo per uso civile», hanno affermato in una dichiarazione inviata via e-mail. In più, collegare fornitori di materie prime a carri armati e munizioni usati dai soldati in Ucraina non è facile. Anche a causa di una legge introdotta all'inizio di quest'anno: il governo ha vietato la pubblicazione di qualsiasi contratto di appalto statale relativo alla sicurezza e alla difesa nazionale. E nell'ultimo mese il Parlamento russo ha approvato un disegno di legge che richiede a società come Evraz di fornire forniture e servizi ai militari, citando l'aumento della domanda a causa della guerra in Ucraina e la diminuzione della fornitura di materiali disponibili a causa delle sanzioni.

«Per garantire la fornitura di armi e munizioni, è necessario ottimizzare il lavoro del complesso militare-industriale e delle imprese che fanno parte delle filiere di cooperazione», ha spiegato il vice primo ministro. Se l'acciaio di Evraz, quindi, non è già stato utilizzato per produrre armi per i militari, probabilmente lo sarà presto. 

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