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Aborto, cosa succede ora negli Usa? Già 26 Stati (a maggioranza repubblicana) pronti a vietarlo

Adesso che il diritto di aborto non è più protetto dalla Costituzione, gli Stati Uniti si dividono fra Stati che lo manterranno, e Stati che decideranno di abolirlo o limitarlo severamente

Aborto, cosa succede ora negli Usa? Già 26 Stati pronti a vietarlo
di Anna Guaita
4 Minuti di Lettura
Venerdì 24 Giugno 2022, 16:59 - Ultimo aggiornamento: 20:10

NEW YORK - Come si prevedeva, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la sentenza "Roe Vs Wade” che nel 1973 stabiliva che l’aborto era un diritto protetto dalla Costituzione per tutte le donne negli Usa. Con un voto 6 a 3, reso possibile dalla nomina da parte di Donald Trump alla Corte di tre giudici di estreme posizioni “originaliste”, la Corte ha per la prima volta rifiutato di rispettare la tradizione dello “stare decisis” che tradizionalmente regola il lavoro dei giudici e che consiste nel non capovolgere decisioni già prese e radicate nel Paese. 

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26 Stati pronti a vietare l'aborto 

Adesso che il diritto di aborto non è più protetto dalla Costituzione, gli Stati Uniti si dividono fra Stati che lo manterranno, e Stati che decideranno di abolirlo o limitarlo severamente. Circa la metà degli Stati ha già indicato che si muoverà per vietare la procedura. Sono 26 gli Stati pronti a vietarlo per una platea di circa 40 milioni di donne in età fertile.

Nel guardare la cartina del paese adesso, è chiaro che le donne che vivono in Stati blu, cioè a maggioranza democratica, continueranno a godere di questo diritto, mentre quelle che vivono negli Stati rossi, a maggioranza repubblicana, lo perderanno. 

Aborto, cosa succede ora

Le previsioni sono molto confuse e complicate. E’ facile immaginare nuovi ricorsi alla Corte Suprema, perché gli Stati più negazionisti, come il Texas, intendono imporre anche punizioni per le donne che vogliano cercare l’aborto lasciando lo Stato e cercandolo in altri Stati più tolleranti. 

Alcune grandi aziende più liberal hanno promesso che pagherebbero il viaggio e la procedura per le dipendenti che si trovino per esempio in Texas o Louisiana e necessitino di interrompere una gravidanza. Ma già gli antibortisti minacciano ricorsi legali contro queste aziende e anche boicottaggi. 

 

La pillola del giorno dopo

Gli Stati negazionisti tra l’altro intendono anche vietare la “pillola del giorno dopo”. Panorami repressivi in cui le autorità potrebbero intervenire a controllare la vita privata delle donne non sono più elemento di fantascienza. Nei giorni scorsi il quotidiano Wall Street Journal ha mandato un ammonimento a tutte le americane che usino le app di calendario per ricordare le date del prossimo ciclo mestruale. Sembra un’ipotesi irreale, ma pare che già alcuni Stati, il Missouri in testa che lo ha pubblicamente rivelato nel corso di un processo, siano stati in grado di controllare l‘andamento mestruale delle loro cittadine. 

Gli ultimi sondaggi hanno invece ripetutamente dimostrato che la maggioranza netta degli americani era contrario alla cancellazione di “Roe vs Wade”.

E adesso cosa succede degli altri diritti che erano stati garantiti agli americani sulla base del rispetto della privacy, com’era stato deciso per l’aborto? A rischio sono le conquiste di pari diritti per la comunità Lgbtq, il matrimonio gay ad esempio.

Il giudice Clarence Thomas infatti ha presentato un'opinione concordante in cui afferma che la Corte Suprema dovrebbe "riconsiderare tutti i precedenti che proteggono l'accesso ai contraccettivi, alle relazioni tra persone dello stesso sesso e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Il fronte politico


Con le elezioni di metà mandato a novembre, per il rinnovo della Camera e di un terzo del Senato, i democratici hanno già stabilito che useranno l'aborto come tema elettorale. Non è un mistero che i repubblicani dal canto loro sperano che l'aggravarsi dell'inflazione permetterà loro di vincere e ottenere una maggioranza solida abbastanza per passare una legge che vieti l'aborto dapperutto, anche negli Stati liberal che adesso lo permettono e che diventeranno l'ultima spiaggia per le donne in Stati negazionisti.

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