Tatuaggi, in Italia li ha il 12,8% della popolazione, più della media europea

Lunedì 11 Marzo 2019

In Italia il 12,8% della popolazione è tatuata, soprattutto adulti dai 18 ai 44 anni. Un dato in linea (anzi leggermente superiore) con la media europea che si attesta al 12%, ma ben al di sotto degli Usa dove i tatuati sono circa un terzo degli abitanti. I tatuatori italiani sono circa 2800, per lo più al nord (quasi il 60%), seguito dal centro Italia, mentre al sud la presenza di queste imprese è meno di un quinto del totale. Questi i dati di uno studio raccolto nel volume Sulla nostra pelle.

Geografia culturale del tatuaggio” (Pisa University Press, 2019), autori Paolo Macchia, docente dell'Ateneo di Pisa e Maria Elisa Nannizzi, sua allieva. «Abbiamo cercato di capire - spiega Macchia - come il tatuaggio nelle varie epoche storiche sia stato usato per esprimere idee, concetti e opinioni per mostrare come questa forma di comunicazione sia cambiata nel tempo», passando da emblema di ribellione o di appartenenza, marchio di infamia o segno magico ma pure accessorio di moda e simbolo di libertà. Il libro di Macchia e Nannizzi ne traccia una geografia culturale in Occidente, dalla preistoria a oggi, con un focus sui tatuaggi tribali dei Maori della Nuova Zelanda e un'analisi storica.
 

 

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