Meghan-Harry, gioco delle nozze: come vestirsi a un matrimonio (anche non reale)

Venerdì 11 Maggio 2018 di Silvia Paoli

Pronti per la cerimonia? Per quella regale ma anche per quelle reali, ovvero i matrimoni dell'amica, della sorella, della cugina? Questa è la stagione con la massima densità di nozze. Sempre teatro di apparizioni di abiti improbabili, arrangiati all'ultimo minuto o tanto appariscenti da far scomparire la sposa (massimo peccato).
 

 

Forse il matrimonio tra il principe Harry e Meghan Markle può essere d'ispirazione per le giovani coppie come altre nozze reali lo sono state per altre generazioni.

Dice Giuliana Parabiago, giornalista di moda esperta in wedding style (ex direttore di Vogue Sposa e Vogue bambini e ora marketing consultant a Pitti Immagine): «Tutte ma proprio tutte, abbiamo sognato (e seguito) un matrimonio reale e tutte, tuttissime non aspettiamo altro che commentarlo. A seconda delle generazioni si è ammirato e sparlato di Jackie Kennedy, Grace Kelly, Audrey Hepburn, Lady Diana, Camilla e ora dopo Kate è la volta di Meghan, ma poi quando siamo noi ad essere invitate panico da fashion e drammi dell'incertezza con relative invocazioni al galateo, prima di quel momento del tutto dimenticato. Per Meghan è relativamente facile qualcuno le snocciola il protocollo: lei può decidere di seguirlo pedissequamente o ignorarlo, ma noi?».

IL CAMBIO
Primo e fondamentale indizio, spiega l'esperta, il cartoncino d'invito su cui è quasi sempre indicato il dress code, ora spesso anche inventato per dare un tocco ironico alla festa, ma anche, furbescamente, per uniformare l'immagine degli invitati in vista delle foto, in questo momento quasi più importanti dell'hic et nunc. L'invito parla dunque anche attraverso il luogo (in città, al mare, in campagna) e l'ora della cerimonia: verso sera ci si può concedere qualche bagliore e gli abiti si possono allungare. Se fra la cerimonia e la festa c'è un intervallo di almeno tre ore ci si può cambiare (cerimonia nel tardo pomeriggio, party serale) così da non stonare né l'uno né l'altro dei luoghi. Molte sono le speculazioni su come si vestiranno gli invitati, spesso, in onore ai Paesi di provenienza, inglesi o americani. La sposa è vesitita Ralph & Russo, stilisti inglesi. Ma se fossimo noi, in Italia, a vestire gli ospiti dei reali?

LA SOVRANA
«Ecco alcuni suggerimenti - dice Parabiago - che, a bene vedere, sarebbero adatti anche per una cerimonia di persone comuni con i diversi ruoli: la nonna, la madre degli sposi, la sorella, l'amica, la nipotina. Ecco le nostre scelte. Per Elisabetta II, che per definizione deve spiccare tra tutti in quanto sovrana, un colore che la distingua tipo il verde pastello della creazioni con ruches di Giambattista Valli. Per Camilla Parker Bowles, matrigna di Harry, un due pezzi con fiori che addolcisca la sua figura, firmato da Luisa Beccaria. Per par condicio, anche per la mamma di Meghan, un completo fiorato di Antonio Marras, formato da caban in cotone goffrato stampa fiori con ricami, gonna tubino in seta arricciata, t-shirt con inserti in pizzo, cloche stampa fiori, décolleté con cinturini in satin e fibbia gioiello».

LA BAMBINA
Per l'amica del cuore della sposa, Jessica Mulnorey, l'esperta suggerisce un look color carne di Alberta Ferretti, luminoso ma non vistoso e elegantissimo con la décolleté. Per Pippa, che ha già tolto la scena alla sorella e speriamo non lo faccia con la fresca sposina, un tubino in pizzo color carta zucchero di Blumarine. Unica eccezione per Kate, per la quale abbiamo scelto la sua stilista di riferimento, Jenny Packham, che la duchessa di Cambridge ha indossato tre-volte-tre alla presentazione dei principini urbi et orbi davanti alla clinica, quindi per lei un vero lasciapassare. E non dimentichiamoci di un'altra fanciulla, la principessina Charlotte. Per lei una creazione di Mimisol by Imelde Bronzieri: abito a corolla di duchesse misto seta con applicazioni di mughetti, tutto made in Italy.
Infine, ricorda Parabiago «guai presentarsi ad un wedding reception senza calze, ma, se la regina non vede... qualche volta si può fare. E il cappello? Al matrimonio di Felipe e Letizia di Spagna, ne indicarono il diametro massimo per non tamponarsi nelle panche della chiesa, mentre per gli inglesi piccolo è bello purché eccentrico e quindi vai di fascinator, una sorta di tamburello su cui esibire dai fiori alle piume in una sorta di gioco di equilibri».
 

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