Rivoluzione “modest fashion” tra hijab e abaya: il velo islamico diventa un must

Giovedì 18 Aprile 2019 di Alix Amer
Rivoluzione “modest fashion” tra hijab e abaya: il velo islamico diventa un must

Con una previsione di spesa di oltre 500 miliardi di dollari entro la fine del 2019, la popolazione musulmana sarà il punto di riferimento dei fashion brand in Occidente. I più visionari sono stati, Dolce&Gabbana e Nike, che hanno lanciato Ramadan collection e la modest fashion, «fino a poco tempo fa mercato snobbato e marginale, oggi è il futuro del business», scriveva Vanity Fair già lo scorso anno. E ci aveva visto bene.

E così la “modest fashion” dopo essere entra nei grandi magazzini Usa: il colosso Macy’s è stato il primo department store d’America a introdurre una collezione disegnata con in mente una clientela islamica. Anche il colosso inglese Asos (compagnia di shopping online e non solo) apre le porte a nuove tendenze. Con il suo nuovo quartier generale, progettato dallo studio di architettura inglese MoreySmith, e i suoi 9.000 mq distribuiti su tre livelli con aree dedicate all’incontro e alla socializzazione (bar, sale riunioni, showroom e angoli relax) apre le porte alla modest fashion.
 

 

Molti acquirenti hanno elogiato in questi giorni la “Asos” per il lancio della nuova linea modest fashion che si rivolge a coloro che vogliono coprirsi di più, ma essere ugualmente alla moda, compresa la sua prima gamma di hijab (il velo islamico che lascia scoperto il viso). Il termine “moda popolare” o “modesta” si riferisce ad outfit che sono di tendenza, permettendo a chi li indossa non solo di coprire il corpo ma di essere ugualmente trendy. Uno stile che all’inzio era nato per tutte quelle donne che volevano sentirsi alla moda rispettando le norme coraniche, ma poi è finito per piacere a tutti ed è diventata tendenza. 

E così pochi giorni fa Asos ha lanciato la sua “modesta” collezione per gli acquirenti britannici, e sta anche rifornendo il marchio americano Verona Collection, già sul mercato con simili linee. A crearla è stata la fotografa di moda Lisa Vogl, lei stessa convertitasi alla fede musulmana. Ha debuttato lo scorso anno, durante la settimana della moda, nei negozi di Macy’s a New York. E ora anche gli inglesi hanno lanciato la nuova linea: abiti lunghi a maniche lunghe (l’abaya), top larghi, camicie oversize e hijab di tutti i colori, con una gamma di tonalità brillanti al neon, motivi audaci e stampe di tendenza. Il sito web Asos, spiega: «La nostra modesta modifica alla moda ha tutto ciò di cui hai bisogno se vuoi essere più coperto».  

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

E i topi brindano ai 100 giorni senza assessore all’ambiente

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma