Classic Blue: il colore del 2020 è una rassicurante celebrità

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Nicolas Lozito

Anche i colori diventano celebrità. Nell'epoca degli influencer, persino una tinta si impone come superstar. Pantone, l'azienda americana di catalogazione del colore più importante al mondo, ha annunciato ieri il prossimo colore dell'anno. Se la tinta 2019 è stata Living coral, corallo vivo, il 2020 sarà all'insegna del Classic blue. Blu classico. Come gli abiti eleganti da sera, come il mare profondo e calmo, come un cielo terso al tramonto.

Troppa poesia? No di certo, perché il Pantone Color Institute, attraverso le parole della direttrice esecutiva Leatrice Eiseman, l'ha definito «quel bel colore alla fine del giorno, che diventa un rifugio in un periodo così complicato». Un colore «non aggressivo», «onesto», con cui «è facile identificarsi», secondo esperti e psicologi che hanno fatto la scelta quest'anno pensando proprio al nuovo decennio (sarebbe d'accordo l'artista francese Yves Klein, inventore dell'omonimo blu nel 1957): «Molte persone oggi sono sovraccariche di impegni e stressati in maniera perpetua», continua Eiseman, «e questo colore è tranquillizzante ma anche carico di aspettative per la nuova era davanti a noi». Oltre la filosofia, però, le scelte di Pantone non sono mai slegate dal mondo reale e dal ciclo produttivo: la contaminazione è continua. L'istituto osserva le passerelle dell'alta moda, gli studi di design, le gallerie d'arte; e allo stesso tempo influenza le decisioni di artisti, stilisti, architetti e a cascata tutti gli adetti ai lavori fino ad arrivare ai consumatori.

Quest'anno il Classic blue era stato notato in passerella più e più volte: è un colore chiave di Giorgio Armani, ma è apparso anche nelle collezioni di Alberta Ferretti, Balenciaga, Ferragamo, Stella McCartney, Louis Vuitton e si può trovare in molti vestiti, cappotti e accessori di Zara e soprattutto Mango. E non lo indossano solo le modelle: è uno dei colori preferiti e più sfoggiati da Kate Middleton e si è visto spesso indosso all'ex first lady americana Michelle Obama.

Osservando il trend degli ultimi anni, quando erano stati prediletti colori vivaci, frenetici, pieni di energia, in molti si aspettavano una scelta contigua (come il giallo, nominato solo una volta nel 2009 con il Mimosa, ma presentissimo nella nostra cultura visuale odierna grazie all'ormai famoso impermeabile di Greta Thunberg). Invece tocca di nuovo al blu, colore adatto a ogni situazione, persino per le nuove generazioni, che non lo considerano più né un tono da maschietti, né malinconico. Un colore sempiterno, indicato altre cinque volte negli ultimi vent'anni. La prima volta, nel 2000, era il ceruleo, ed è forse il più famoso. Racchiude la spiegazione del perché la selezione è un'impronta che segna i tempi ma anche un'enorme operazione di marketing: nominare un colore dell'anno trasforma una tinta come un Oscar cambia la carriera di un attore generando dibattito e nuovi lavori.

Ceruleo è il colore che il personaggio di Anne Hathaway indossa ne Il Diavolo veste Prada quando Meryl Streep, furiosa, le spiega che quell'azzurro del suo «maglioncino infeltrito» comprato in saldo è in realtà frutto di una selezione accuratissima fatta anni prima e poi diffusa a catena dai grandi marchi fino alla merce in saldo. In altre parole: se a Natale qualcuno vi regala una borraccia alla moda o una sciarpa di lana, sperate sia Classic blue. Sarà rassicurante sia per lo spirito che per la moda.

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA