Milano Fashion Week, i contrasti di Alberta Ferretti tra tessuti avvolgenti e paillettes

Giovedì 25 Febbraio 2021 di Gustavo Marco Cipolla
Alberta Ferretti FW 21/22_credits Courtesy of Press Office

I contrasti del presente. Le contraddizioni e il tempo della rinascita. Un’armonia di gesti, quelli della moda, volti a rassicurare tramite azioni sfrontate e decise che, tuttavia, non dimenticano la gentilezza declinata sulle texture. In occasione delle passerelle “phygital” della Milano Fashion Week, Alberta Ferretti porta in scena la collezione fall-winter 2021/22 percorrendo con la riconoscibile visione estetica del brand, portabandiera del Gruppo Aeffe, un limite che può essere scavalcato dai tessuti caldi, simbolo di protezione, abbracci minimal tradotti nelle borse, forme curvilinee che smussano angoli materici. L’essenziale, però, osa brillare. Non ha paura del glamour nella sua “fuga notturna”, indossando tacchi o zeppe. Capi archetipi, creazioni dal mood classico, cappotti orlati a punto coperta. Poncho fluidi e oversize, che sembrano robe de chambre, accostati anche a trench rigidi e strutturati. Il movimento si fa colore attraverso il total black, deciso e rigoroso, il grigio fumo si alterna alle nuance della terra, dall’ocra al beige, fino al verde oliva. Lo scintillio della notte non ha una tonalità definita, si illumina mediante paillettes dorate sui long dress: feltri, flanelle, lane shearling, pelli e camosci lasciano spazio all’impalpabilità della seta. E all’effetto nude dalle trasparenze velate per la sera. Gli accessori si inseriscono come una minuziosa punteggiatura nello storytelling scritto dal marchio. Cappelli a tese larghe, morbide bag e immancabili stivali in un intreccio visivo e narrativo fatto di lucentezza e laccature, pure sul denim. Trasfigurazioni artigianali, completi, tuxedo, look à la garçonne, tute e abiti sinuosi a taglio vivo. Pantaloni a vita alta, blouson e abbinamenti mirati, ideati con una certa “voluttà nel coprire”. Colli alti nella maglieria a coste, dai pull sbocciano le rouche di una camicia, quasi una gorgiera tipica dell’abbigliamento femminile del passato o delle armature dei guerrieri. Lunghe gonne plissée in un rinnovato alfabeto stilistico secondo cui “la sensualità non equivale ai centimetri di pelle scoperta”.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA