Orologi Bulgari, il ceo Babin: «Roma è il centro del nostro stile»

Parla l'amministratore delegato: «Da Cleopatra ai mosaici di Caracalla, la storia ci unisce»

Orologi Bulgari, Babin: «Roma è il centro del nostro stile»
di Paolo Gobbi
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 12:11

Bulgari è un’azienda nata a Roma che ha sempre avuto Roma nel cuore. Con il passare del tempo, l’investimento nella Città Eterna ha acquisito una forza maggiore, e oggi la città è decisamente al centro delle attenzioni della maison fondata nel 1884 dal talentuoso argentiere greco Sotirio Bulgari, sia dal punto di vista lavorativo che culturale. Ne parliamo con il ceo Jean-Christophe Babin.
Quanto deve Bulgari a Roma?
«Tantissimo. Se non fossimo nati qui non avremmo lo stile che è stato il nostro successo, diverso da quello dei gioiellieri parigini o newyorkesi. È uno stile che ci ha reso unici e in grado di attrarre una clientela differente, senza rimanere all’ombra di altre scuole di gioiellieri».
Questo stile si è poi tradotto anche negli orologi?
«Sì. Pensiamo a Serpenti, sicuramente il simbolo più importante, portato a Roma dalla regina Cleopatra, ma anche a Octo, che deve la sua sagoma all’architettura dei templi romani, a Bulgari-Bulgari, che si rifà alle monete imperiali con il nome dell’imperatore, a Diva, con i mosaici di Caracalla che ci hanno dato l’idea. Ci sono tantissimi segni romani nella creatività di Bulgari. Lo stesso vale per l’alta gioielleria, dove magari la romanità è un po’ meno letterale. Ma basta pensare al cabochon che è stato ispirato dalle domus romane, alla combinazione di colori che non trovi in un’altra città».
Quanto deve Roma a Bulgari?
«Sicuramente siamo uno dei suoi ambasciatori più famosi, un simbolo di eleganza e cerchiamo ovunque di dare un’esperienza unica dello stile di vita di questa città. A cominciare dall’ospitalità. I nostri alberghi rappresentano Roma all’estero e offrono un’esperienza unica ai clienti. Sarebbe presuntuoso dire che Roma oggi debba a Bulgari un po’ della sua fama, però possiamo dire che la marca rappresenta la parte contemporanea di una Roma imprenditoriale, creativa e vincente».


A Roma state realizzando un nuovo importante Bulgari Hotel. 
«È sicuramente l’impegno maggiore che abbiamo mai avuto nella Capitale, al di là dei lavori di restauro fatti a Piazza di Spagna o a quelli che cominceranno a breve a Largo Argentina e a Caracalla. L’albergo, oltre alla nostra attività storica di gioielliere, sarà un po’ l’alfiere di Bulgari a Roma e in Italia, offrendo alla città un’ospitalità a livelli superiori. Cercheremo di renderlo il migliore di Europa, abbiamo messo insieme tutti gli elementi per creare un’esperienza eccezionale».
I lavori sono già iniziati.
«Sì, adesso si comincia a vedere. Abbiamo già cominciato i lavori di restauro della facciata. Come da programma, nonostante il Covid, la data di apertura rimane il 22 ottobre 2022». 
In un momento in cui il mondo sta ripartendo, l’arrivo dell’Octo Roma Ore del Mondo Vuole essere un invito al viaggio?
«Octo Roma è sempre stata la seconda gamma di Octo. Ovviamente noi tendiamo più a parlare di Finissimo, perché in termini di immagine e di record è campione quasi assoluto. Ciò detto, in modo più pratico e quotidiano, Roma si vende tanto quanto Finissimo e, di conseguenza, abbiamo deciso di allargare l’offerta. Non solamente un orologio solotempo ma anche con altre funzionalità interessanti e il worldtime ci è sembrato un modello particolarmente coerente: da una parte perché ce ne sono pochi sul mercato, poi perché, dopo un anno e mezzo di pandemia, la gente ha voglia di tornare a viaggiare».
Aluminium è stato una bella sfida da quando lo avete rilanciato. Ma perché lo avete fatto nel 2020, un momento un po’ complicato?
«Volevamo portare verso l’orologeria di lusso dei clienti più giovani che non trovano nell’offerta Bulgari corrente prodotti per la loro generazione, che siano comunque seri e autentici ma altrettanto di forte carattere nel design. Da lì è nata l’idea di ripensare e rilanciare Aluminium ed è stato un grande successo, tanto è vero che siamo fuori stock in quasi tutti i negozi e abbiamo dovuto accelerare la produzione anche durante le vacanze estive».
 

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