Valentino a tutto volume, fluo e colori sgargianti in passerella a Parigi

Lunedì 30 Settembre 2019 di Anna Franco


Coerenza e delirio per Valentino. Ovvero: prendere tessuti umili come il cotone, tirare fuori dall'armadio capi comuni, svuotarli di ogni orpello. E, poi, dare vita ad abiti in un roteare di silhouette che prendono forma con il corpo.
Aggiungere: colori, stampe e intarsi immaginifici in un crescendo di tinte dirompenti. Nascosta tra ricami sottilissimi. Le opere si svuotano di colore, come le dee greche e i dipinti di Andrea Mantegna, «che nei suoi affreschi sperimentò la tecnica della grisaglia, monocromatica», racconta Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, a proposito della collezione primavera/estate presentata ieri a Parigi. «Si toglie qualsiasi decoro per arrivare alla purezza delle forme - continua - che è l'essenza della couture e il mio modo di accompagnare questo mondo di stravaganza e di libertà nell'oggi».
 

 

IL GIUBBOTTO
Un viaggio dentro se stesso, quello compiuto da Piccioli, alla ricerca di ciò che conta maggiormente e che gli fa amare la sua professione per ripartire con nuova passione e con un messaggio di bellezza eterea, eppure radicata nella realtà. Non a caso la sfilata è chiusa da Mati, modella italiana di origini senegalesi al suo esordio.
«Ho esaminato i grandi classici del guardaroba - afferma lo stilista - perché volevo rendere straordinario l'ordinario e sono partito dalla camicia bianca, che diventa wrap dress, maxi abito o chemisier simile a polo». Si abbina con un altro immancabile: la sottoveste in pizzo nero, con giubbotto in pelle. Il trench si trasforma in vestito di georgette: le impunture sostengono collo e balze e il tessuto è termosaldato per mantenere il volume.

I PAESAGGI
Il colore irrompe su una cappa che racconta di paesaggi esotici, resi con una tecnica di intarsi quasi elementare, che coinvolge scimmie e foglie di banano. Sulla stampa di una foresta tropicale, nella quale si distinguono gli occhi lampeggianti di una pantera, piovono tramonti di ricami di paillettes fucsia. L'abito tunica prende forma indossato e si personalizza con ciò che più differenzia esternamente: le caratteristiche fisiche.
Il little black dress ritrova la sua essenza tra i tagli magistrali, mentre un vestito prugna in georgette termosaldata è un abito di alta moda che ha perso completamente il suo volume per diventare un passepartout. Proprio come la giacca maschile: «È un qualcosa di irrinunciabile - spiega Pierpaolo Piccioli - ma non fa parte del dna di Valentino. Ho voluto (ri)progettarla con spalle importanti e con struttura leggerissima».

I SANDALI
È in rosa fluo e le nuance energetiche appaiono come fulmini tra mini e maxi abiti, accompagnati dalla borsa Super Vee, dove il logo diventa l'accessorio stesso, da sandali bassi in pelle intrecciata, calzari modello Rockstud e dai gioielli di Alessandro Gaggio. Essenzialità anche da Hermès, con un guardaroba incentrato sulla pelle, materiale di punta della casa di moda francese.
Ne nascono top incrociati sulle spalle, gonne a matita, pantaloni maschili e cargo, trench, sahariane e completi plissettati, nei toni del verde, del marrone e del bianco. La donna di Nadège Vanhee-Cybulski ama i dettagli, come una piccola fibbia che tiene uniti i lembi di stoffa, e fugge dagli orpelli inutili, oltre che vivere una vita dedita agli sport, abbigliata di pantaloncini e canotte. Esasperazione di volumi, come da copione per Demna Gvasalia, da Balenciaga. Le spalle smisurate si accomodano su completi da uomo, che si alternano a quelli in jeans.
Le forme esplodono da Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood (ha scelto L'attrice Pamela Anderson come testimonial) spalle e fianchi sono imbottiti, come quelli di una pin up. «Amo i volumi - racconta Andreas Kronthaler - Mi piacciono i vestiti che fluttuano». Giacca, cravatta e corsetto in vista per le damigelle di Thom Browne.

Ultimo aggiornamento: 15:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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