Roma, Indocina: Giada Curti porta ad Altaroma le atmosfere del film L'Amante

Sabato 25 Gennaio 2020 di Costanza Ignazzi

Il fruscìo delle cascate tra le palme, una musica che viene da lontano mentre in passerella si alternano sete scivolate e fantasie di uccelli esotici, tessuti che catturano la luce e balze coloniali.
Roma, Indocina: Giada Curti torna ad Altaroma portando in scena all'Hotel St. Regis un Oriente pieno di desiderio; quello de L’Amante di Jean Jacques Annaud, film cult che ha ispirato la collezione primavera estate. 

«Tutto a un tratto non era più sicura di non averlo amato», scorre il pensiero della protagonista quando sul piroscafo, di notte, le note di Chopin risuonano nel mezzo dell'Oceano Indiano. E forse ricorda le pigre e calde giornate del Sud Est Asiatico, e quelle donne un po' geishe che Curti ridisegna in un nuovo personale Novecento. 

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Ci sono le ampie gonne vaporose amate dalla designer, strette in vita da maxi fiocchi e cinte d’oro, ma anche strascichi di raso intarsiati di paillettes e ampie maniche in stile kimono. Gli accessori sono di un rosso acceso, che siano gli orecchini di nappe o bacchette orientali tra i capelli, a sottolineare una sensualità discreta ma decisa a suon di schiene nude e profonde scollature.
 

Siamo a metà tra Cina e Giappone, tra tessuti impalpabili, un tocco d’oro e d’argento per i luminosi abiti da sera. E c’è anche lei: la ragazza protagonista del film e del romanzo di Marguerite Duras, con le trecce e la paglietta, vestita d’arancio con balze e maniche a sbuffo. Esotica ed elegante, come la primavera in arrivo.  

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