Altaroma, in via Margutta borse ecologiche e abiti sartoriali con “Creative District”

Creative District_Francesca Laragione Bags, Vittoria Roma, Roberta Baiardi, Mafalda Marra_credits Courtesy of Press Office
di Gustavo Marco Cipolla
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Mercoledì 7 Luglio 2021, 07:45 - Ultimo aggiornamento: 07:47

Nuove tendenze della moda tra artigianalità e maestria sartoriale in via Margutta, la storica strada delle arti abitata da pittori e scultori. Durante l’edizione estiva della kermesse capitolina Altaroma, il progetto “Creative District”, curato da Antonio Falanga e Grazia Marino, apre la manifestazione e propone nella sezione In Town del calendario ufficiale un concept inedito all'insegna dell’innovazione. La mission è quella di promuovere e valorizzare i brand emergenti nonché le piccole e medie imprese in un polo creativo e culturale, che diventa la passerella immaginaria per i giovani stilisti italiani ed internazionali. Quattro le collezioni, firmate Roberta Baiardi, Vittoria Roma, Mafalda Marra e Francesca Laragione Bags handmade, presentate in forma statica attraverso un tableau vivant. Un segno simbolico di ripartenza dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia, i conseguenti lockdown e le necessarie restrizioni dettate dalle misure sanitarie. Sete dipinte e tecnica pittorica del tachisme per Baiardi che, nei suoi abiti, guidata da sensazioni e stimoli istintuali, punta sull’astrattismo e i grafismi geometrici al di là degli schemi logici preconfezionati. Maria Vittoria Perino, al timone di Vittoria Roma, sposa il fascino dell’Haute Couture con un messaggio di libertà e rinascita.

 

Lo stile elegante dei leggerissimi capi si trasforma in una rivincita per le donne: la femminilità, mai volgare, passa dalle trasparenze alle profonde scollature che sfiorano la pelle tramite gli impalpabili chiffon e le pregiate organze. Comfort e una delicata palette cromatica si incontrano nell’originale idea di lusso contemporaneo. All’evento targato Spazio Margutta, la perfezione della natura è protagonista della filosofia estetica di Marra: dal 2014 l’antica tradizione familiare del ricamo abbraccia, in un vortice emozionale, le sperimentazioni tessili e materiche mediante il savoir faire modellistico. Laragione, invece, svela accessori e borse sostenibili che rispettano l’ambiente nel processo produttivo: la cucitura a sella col doppio ago e la concia vegetale, eco-friendly e cruelty free, lavorando anche la frutta. Curiosità? Si è formata dapprima nella Capitale per poi trasferirsi a Parigi dove ha studiato broderie all’Atelier École Lesage, che appartiene alla maison Chanel. Minuziosa la manifattura della pelletteria, raffinato il design. Ogni prodotto è realizzato a mano, impreziosito da motivi floreali tridimensionali e dall’iconico logo ricamato in filo d’oro.

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