Philosophy di Lorenzo Serafini: le “Déjeuner sur l’herbe” che colora la Milano Fashion Week

Sabato 26 Settembre 2020 di Gustavo Marco Cipolla
Philosophy di Lorenzo Serafini SS 21_Courtesy of Press Office

Impressionista e impressionante. Ricercata, illustrata come un’opera pittorica olio su tela en plein air, la collezione donna spring-summer 2021 Philosophy di Lorenzo Serafini, presentata nel giardino segreto e metropolitano de “La Vigna di Leonardo”, donata all’artista in segno di riconoscimento per i suoi lavori da Ludovico il Moro nel 1498, è un omaggio alla natura e ai dipinti ottocenteschi del capostipite del pre-Impressionismo Édouard Manet, come “Le Déjeuner sur l’herbe” (Colazione sull’erba) o “Devant la glace” (Davanti allo specchio). Ma anche del successore Claude Monet, ammirabile al Musée d'Orsay di Parigi.

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Il designer trasporta la passerella in una dimensione paesaggistica bucolica, riscrivendo la nuova era del romanticismo, che sa di picnic all’aria aperta, passeggiate, gioia di vivere, nostalgia. Con quella voglia di uscire fuori dagli schermi, dopo la prigionia forzata ma necessaria, vissuta a causa del lockdown. Una ribellione estetica gentile, sofisticata, caratterizzata da abiti fatti per essere indossati e non descritti da incomprensibili perifrasi dialogiche e stilistiche confezionate ad hoc per stupire con quelli che, dopotutto, sono vestiti e gonne. «Qual è il significato che do alla parola creatività oggi? È diverso rispetto a quello che le avrei dato esattamente un anno  fa? Sono partito da queste domande e, riflettendo nei mesi trascorsi a casa, ho capito che la creatività sarebbe stata una chiave fondamentale per la ripartenza dopo un periodo buio», dichiara lo stilista.
 

 

Nel moodboard che anticipa su Instagram il défilé, si intravede il protagonista di “Call me by your name”, Timothée Chamalet che interpreta il giovanissimo Elio, affacciato alla finestra nel frame di una migliore sceneggiatura non originale da Oscar, firmata James Ivory, in cui i look colorano di sogni e amore la catwalk milanese. Parchi fioriti, la primavera pronta a rinascere, le pennellate pastose si intrecciano alla narrazione delicata e onirica scritta tra le pagine del romanzo di André Aciman, tradotto sul grande schermo dal regista Luca Guadagnino. Ed è una rilettura essenziale, armoniosa, melodica quella che si vede con Lorenzo Serafini e la sua filosofia, scomposta e destrutturata, nella città meneghina delle sfilate dal vivo e digitali. Candidi long dress plissettati, robe manteau da portare in immaginarie promenade nel verde. Giochi cromatici, stile minimal ma dai dettagli demi-couture. Petali che nascono sui minidress. Non mancano i quadri che ricordano le tovaglie stese sui prati illuminati dal sole nella bella stagione. Applicazioni floreali di rafia su jumpsuit rubate al guardaroba maschile, il richiamo poetico alle citazioni della Ville Lumière in un alternarsi di contrasti fra ampi e morbidi volumi, come nelle maniche balloon, e stivali di gomma al ginocchio macchiati. Tessuti leggeri in una palette che varia dal bianco al nero, sino al rosa, con accesi tocchi pastello, azzurro e arancio. Camicie over in cotone croccante, corsetti, borse che evocano i lunch box. Gli occhiali da sole delle modelle, che marciano sulle musiche del sound director Michel Gaubert, appartengono alla linea Philosophy di Lorenzo Serafini Eyewear by Lozza.

Ultimo aggiornamento: 20:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA