Morto Peter Lindbergh, leggendario fotografo di moda: realizzò due volte il calendario Pirelli

Mercoledì 4 Settembre 2019 di Costanza Ignazzi
Morto Peter Lindbergh, leggendario fotografo di moda: realizzò due volte il calendario Pirelli

È morto Peter Lindbergh, leggendario fotografo di moda, collaboratore storico delle più importanti riviste del settore e due volte artefice del calendario Pirelli. Lindbergh, ha annunciato la famiglia sul suo account Instagram ufficiale, si è spento il 3 settembre, a 74 anni e lascia sua moglie Petra, sposata dopo il divorzio dalla prima, Astrid, e quattro figli. 

Era il fotografo delle future top-model senza trucco, il re dei calendari Pirelli, una leggenda della fotografia, Era celebre per aver immortalato, spesso in ritratti in bianco e nero, le più celebri top model per le cover di riviste patinate come Vogue, Vanity Fair e Harper's Bazaar e la sua caratteristica era quella di cogliere sempre le star in pose molto naturali e quasi senza maquillage. Lindbergh è stato l'unico fotografo a firmare tre edizioni del Calendario Pirelli (1996, 2002 e 2017 anche senza contare la co-firma di quello 2014, celebrativo del Cinquantenario, con Patrick Demarchelier).

«Se ne va un amico e un grande artista. Un maestro protagonista della storia della fotografia», lo ricorda Marco Tronchetti Provera, ceo di Pirelli. «Abbiamo perso una leggenda», titola il sito del quotidiano tedesco Bild, mentre quello del settimanale Spiegel definisce Lindbergh «uno dei più influenti fotografi di moda degli ultimi 40 anni» e ricorda che ha lavorato per noti stilisti come Jean-Paul Gaultier e Giorgio Armani. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre, da ultimo nella sua città d'adozione Parigi ma anche a Monaco di Baviera e a Duesseldorf, nel bacino della Ruhr dove era cresciuto pur essendo nato in Polonia col nome di Peter Brodbeck sul finire (23 novembre 1944) della Guerra.

Con la sua foto «White shirts» per Vogue del 1988, con sei future top-model tra cui Linda Evangelista vestite solo di bianche camice da uomo su una spiaggia di Malibu, Lindebergh ha scritto «la storia della fotografia», ricorda il settimanale. «Mi interessano donne che hanno qualcosa da dire ed emanano autodeterminazione», ebbe a a dichiarare il fotografo che ha contribuito al fenomeno delle «Supermodel» alla Claudia Schiffer degli anni Novanta ma anche immortalato star da forte personalità come Kate Moss e Milla Jovovich. Un'altra sua celebre foto in bianco e nero è quella con Evangelista, Naomi Campbell, Cindy Crawford e due altre top strette in una strada di New York. Le sue foto sono «erotiche ma non voyeristiche» e ispirate alla cultura degli anni Venti«, nota lo Spiegel evidenziando l'acribia nella ricerca della »bellezza naturale« fatta anche di »pori, rughe e lentiggini«: 37 mila gli scatti per l'edizione del Calendario Pirelli di due anni fa. Per Lindbergh »non si trattava mai di perfezione, ma di bellezza del non-abbellito«, sottolinea il sito del settimanale tedesco Die Zeit. Sul mercato dell'arte le sue foto strappavano prezzi elevati, al livello di Richard Avedon ed Helmut Newton: una serie di ritratti di Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stones, fu venduta a Londra nel 2014 per 150 mila dollari. La fama di Parigi, Milano e New York lo raggiunse sui 36 anni dopo un giovinezza con poco studio (vetrinista a 14 anni), vagabondaggi da Berlino ovest al Marocco e un salto dallo studio della pittura alla fotografia occasionato da una richiesta del fratello di ritrarre i propri figli. Lindberg, che assunse questo nome d'arte a 29 anni per distinguersi da un concorrente omonimo, lascia tre di figli di primo letto e uno di 17 anni dal suo secondo matrimonio. CAL 04-SET-19 17:09 NNNN

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Torino, alla Reggia di Venaria la “Fashion photography” negli scatti di Peter Lindbergh

 


Il bianco e nero, per lui, era il modo migliore per trasmettere realmente la personalità dei suoi soggetti: «Ogni volta che ho provato a fotografare le super modelle a colori il risultato è stato come una pubblicità di cosmetici mal riuscita. In bianco e nero, si riesce veramente a vedere chi sono».
 
 

Storiche le sue copertine per riviste come Vogue e Harper's Bazaar, fino a quella del numero di settembre di Vogue Uk (quello curato da Meghan Markle, per intenderci), sulla quale sorridono le donne del "cambiamento". Sua anche l'edizione 2002 del calendario Pirelli, la prima a ritrarre attrici invece di modelle. 

Ultimo aggiornamento: 17:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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