La moda etica riparte dalle periferie di Roma e Milano: gli scatti del fotografo Roberto Spigarelli

Vestiti belli ma non inquinanti, prodotti con il rispetto dei diritti umani sui lavoratori delle fabbriche. Abiti indossati da modelle e modelli che altro non sono che i diretti consumatori e quindi i più colpiti dai problemi climatici e ambientali. È questo il senso del progetto fotografico del romano Roberto Spigarelli, laureato in Scienze della moda e del costume alla Sapienza di Roma con erasmus presso la università di Tampere in Finlandia, e appassionato alla comunicazione di moda. Un progetto che parte dalla consapevolezza che il settore moda oggi si trova al secondo posto tra i settori più inquinanti dopo quello petrolifero.

«Il mio progetto - spiega Roberto Spigarelli - vuole essere uno sguardo su cosa vuol dire essere consumatori di moda oggi, senza condannare l’espressione del consumatore attraverso l’abito, ma sensibilizzando il consumo attraverso immagini sulle quali riflettereLo moda ha sempre, nel bene e nel male, rispecchiato la nostra contemporaneità. Oggi rimangono come nel passato modelli di stile che sono trainanti per l’intero mercato; modelli che vengono dalle passerelle, dalle strade dalla musica e dal cinema. Dall’altra parte ma sempre più coesa con la prima abbiamo la moda etica, che sicuramente segue i tagli i colori e le tendenze più in voga, ma mantiene un suo “codice etico” che viene prima per importanza di tutte le altre caratteristiche del prodotto».

«La fotografia di moda è ancora acerba in questo settore e vorrei attraverso questo progetto creare una serie di fotografie che possano inglobare e comunicare tutto quello che la moda etica enuncia. Un progetto sociale e di moda dove impiegare solo outfit di brand etici. Raffigurerò scene di quotidianità dividendo le location in 3 parti: luoghi di periferia con problematiche legate all’urbanistica e al degrado, luoghi moderni, frenetici e asettici e luoghi dove la natura è incontaminata e potente. Quindi una moda etica contemporanea che provoca immaginando 3 tipi di futuro che fanno da contesto: un futuro apocalittico , un futuro standardizzato e controllato e un futuro in coesione con la natura. Dando vita a un progetto artistico ed editoriale da esporre e proporre per la realizzazione di un libro e la pubblicazione su magazine specializzati».

Spigarelli è da sempre attento allo studio di problematiche sociali legate alla moda (fin dal 2008 con la tesi in “fotografia pubblicitaria di moda: tra etica e marketing”) e di come la moda comunica se stessa e come questa comunicazione rispecchia la cultura dell’uomo contemporaneo.

La modella delle foto è Elena Faccio. Indossa abiti e accessori dei brand: Woowe, Rétro eco à porter, Mauro Menichino, Work of soul, Progetto Quid.

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