Milano Fashion Week, "la ferita in fondo al cuore" di Antonio Marras tra pizzi e tartan con la voce di Nada

Antonio Marras SS 2022_credits Courtesy of Press Office
di Gustavo Marco Cipolla
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 22 Settembre 2021, 18:25 - Ultimo aggiornamento: 18:26

Racconti che appartengono alla memoria, castagni, que

 

rce e alberi secolari. La tradizione nuragica sarda tradotta sugli abiti per la primavera-estate 2022. Al centro dell’Isola, tra cervi e mufloni che osservano il volo dei falchi, si approda attraverso un viaggio ideale nel Montiferru con la collezione ready to wear dello stilista Antonio Marras, presentata in versione digitale durante la Milano Fashion Week. La luce illumina i colori della macchia mediterranea, incendi, fuochi diabolici ed ettari di terreno inceneriti evocano il ricordo distruttivo. Per poi rinascere da quelle stesse ceneri. «Santu Lussurgiu, proteggici!», così ci si rivolge al Santo pregandolo per lenire il dolore di quella cicatrice che non si dimentica e si porta nell’anima. Ma il fuoco si trasforma in un elemento magico che unisce, a tratti esoterico, le immagini si muovono in uno scenario surreale e quasi lunare, fra raggi solari evanescenti e leggende popolari. Il grigiore del cielo, i ciottoli e le rocce, figure femminili come ologrammi vestono camicie impreziosite da pizzi, ritagli, sangallo e pregiati ricami come nei tailleur fiorati.

Stampe a rose, texture in écru tinto nel tè o filati nero pece si accostano a candidi cotoni, tulle e voile. Texani, ampie gonne vittoriane e capispalla over, lingerie a vista. Intarsi, tartan e motivi floreali per il menswear in un mosaico articolato e, al contempo, privo di equilibrio. «Avevo una ferita in fondo al cuore, la sentivo, la sentivo bruciare, ma non volevo soffrire», dice una voce calda e avvolgente come le fiamme. È quella di Nada. «Passo dopo passo, la ferita era sempre lì. Continuavo a sentirla. Allora mi sono messa a correre tra montagne, fiumi, laghi, ma la ferita stava sempre lì. Ho scavato, aperto, dilaniato, lacerato, sanguinato: il cuore si gonfia, diventa una palla, diventa una forza che spacca milioni di ombre nell’aria limpida che nasconde malvagità. Ho così preso, toccato, guardato la ferita e col tempo l’ho ricucita. Ora è un ricamo in fondo al cuore». E la moda si tramuta nello strumento narrativo per ricominciare, sognando ancora.

© RIPRODUZIONE RISERVATA