A Firenze la mostra sulla «profumeria nel Rinascimento tra igiene, medicina e seduzione»

Lunedì 9 Settembre 2019
Un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta della cultura e della cura del corpo, dell'immaginario erotico e del commercio durante il periodo rinascimentale. Si inaugura il 10 settembre a Villa Arrivabene a Firenze (fino a venerdì 13) la mostra «La profumeria nel Rinascimento tra igiene, medicina e seduzione», a cura di Michela Pazzanese, docente di scienze naturali e chimica, organizzata dall'Associazione Profumi di Boboli e Spezierie Palazzo Vecchio, con il patrocinio del Comune di Firenze nell'ambito della rassegna «Firenze città dei profumi».

Attraverso testi esplicativi e immagini, anche in versione originale, accompagnati da oggetti, accessori, costumi e tessuti, si racconta la storia dell'arte profumiera, la cui origine, nel XV secolo, appartiene alla città di Firenze, dove l'uso dei profumi faceva regolarmente parte del mondo di corte e fra le dame della nobiltà. Nel Cinquecento sarà infatti Caterina de Medici, giovane sposa del futuro re di Francia Enrico II, a introdurlo a corte, a influenzare la moda francese elevando il profumo a status symbol. In mostra anche la ricostruzione di una spezieria dell'epoca, le materie prime alla base della composizione dei profumi degli antichi speziali, la distillazione delle erbe, un percorso olfattivo delle acque odorifere utilizzate nel Rinascimento. Organizzata nell'ambito del salone Pitti Fragranze, la rassegna si chiude con l'evento di sabato 14 settembre «L'arte del profumo. Il profumo dell'arte» presso l'Olfattorio Spezierie Palazzo Vecchio.
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