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Le cinquanta borse che hanno cambiato il mondo

Grace Kelly con la borsa di Hermès nel 1956
2 Minuti di Lettura
Martedì 30 Aprile 2013, 16:34 - Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 19:24

ROMA - Chi dice donna dice borsa. L'accessorio femminile che spiega tanto di chi lo porta e che contiene tutto ci che serve per superare una giornata o una serata (da un buon libro alla trousse
per rifarsi il trucco), compreso qualche piccolo grande segreto. A lui è dedicato il libro «Cinquanta borse che hanno cambiato il mondo» (De Agostini), scritto da Robert Anderson e curato dal Museo del Design di Londra. «La borsa è allo stesso tempo l'accessorio più semplice e il più complesso - spiega Anderson -, quello dalla maggiore carica emotiva. Da sempre uno strumento vitale, ha svolto molte funzioni diverse, declinandosi in una miriade di varianti: difficile, per esempio, trovare un nesso tra una borsa di nylon per biciclette e una bustina di pelle di vitello di Gucci o Moschino. Ha una forte carica emotiva perché la borsetta può essere l'espressione più profonda della vita di una donna: compagna, ricettacolo di segreti, status symbol e mezzo per mettersi in mostra. La presenza di tante emozioni spiega, e in certi casi giustifica, la posizione di questo accessorio nella cultura della moda contemporanea, così come l'esplosione straordinaria della It bag negli anni Novanta e Duemila». Dalla prima steamer bag di Louis Vuitton, borsa da viaggio di tela e pelle la cui forma tozza e squadrata traeva ispirazione dai sacchi postali in uso in America, alle preziosissime borsette in maglia metallica degli anni Venti, realizzate da orafi e argentieri, si arriva a quelle delle compagnie aeree, come la PanAm o la TWA, sinonimo negli anni Cinquanta di glamour cosmopolita. Poi è arrivata la rivoluzionaria 2.55, che ha permesso alle donne di avere le mani libere, lanciata da Gabrielle Coco Chanel nel febbraio del 1955 (dalla data qui il nome del modello) con abili azioni di marketing. È la borsa Kelly, però, la più rappresentativa del XX secolo: la combinazione di semplicità e lusso, ne fa la sintesi perfetta dello stile classico. Con la struttura trapezoidale dalla linea pulita, la maniglia ad arco, il piccolo risvolto e il cinturino con la fibbia, la Kelly resiste sulla breccia da più di mezzo secolo. Disegnata negli anni Trenta da Robert Dumas-Hermès la borsa aveva scopi essenzialmente pratici. «Ci volle il glamour di una star di Hollywood per trasformarla in un must internazionale della moda - racconta l'autore. Nel 1956 l'elegantissima Grace Kelly, appena sposata con il principe di Monaco, veniva immortalata da tutti i media e in ogni foto appariva con una delle sue adorate borse Hermès. La casa di moda, intuendo un'ottima opportunità promozionale, intavolò dei negoziati con la famiglia reale di Monaco e ottenne di poter cambiare il nome della borsa in onore della principessa».


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