Viterbo, l'ex marito militare la picchia poi le manda foto con una pistola: ma per il tribunale non è stalking

Lunedì 10 Giugno 2019 di Maria Letizia Riganelli
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L'esterno del Tribunale di Viterbo

Botte, minacce e insulti pesanti all’ex moglie: militare viterbese assolto dalle accuse. Il 36enne era stato trascinato in Tribunale dalla compagna che, dopo aver subito anni di violenze fisiche e psicologiche, aveva trovato il coraggio di denunciare tutto. Era l’8 dicembre 2015 quando la moglie, distrutta dai continui soprusi, si è rivolta alle forze dell’ordine.

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Secondo la donna - che al processo per stalking e maltrattamenti in famiglia si è costituita parte civile – per lunghi anni il marito l’avrebbe picchiata e insultata regolarmente. «Mi gridava puttana – ha raccontato la donna quando è stata ascoltata come vittima in aula – e mi ha picchiato anche quando aspettavano nostra figlia».

La violenza avrebbe avuto un’accelerazione dopo la separazione. L’uomo, sempre secondo l’accusa, le avrebbe inviato sms e foto con minacce per niente velate. In particolare in una si sarebbe fatto un selfie con una pistola e avrebbe scritto «questa gliela faccio sentire in bocca».

La settimana scorsa la giudice del tribunale di Viterbo ha chiuso il procedimento con un non luogo a procedere, dovuto alla derubricazione dei reati per il 36enne era alla sbarra. Non ci sarebbero stati i presupposti per lo stalking e i maltrattamenti. I capi d’imputazione sono stati riqualificati in reati procedibili a querela. 

Un altro caso che fa riflettere.

Ultimo aggiornamento: 11 Giugno, 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA