Marito massacra di botte la moglie, Tribunale affida il bimbo al padre e viene chiesta ispezione al ministro

Martedì 4 Febbraio 2020 di Franca Giansoldati

E' l'ennesimo caso che fa accapponare la pelle. Ancora una volta fa affiorare dubbi e sospetti, superficialità e leggerezze e una domanda: come è possibile che un Tribunale dei Minori abbia disposto l'allontanamento del bambino dalla mamma più volte massacrata di botte dal marito, quando il bambino era visibilmente terrorizzato dal comportamento violento del padre? La deputata del Gruppo Misto, Veronica Giannone, ha depositato un’interrogazione al Ministro della Giustizia chiedendo un’ispezione urgente sulla vicenda di una mamma di Maglie, in provincia di Lecce, allontanata da suo piccolo che ora vive col padre in una comunità salentina.

«Una madre – scrive la parlamentare – che è stata resa invalida dalle botte del marito, nel pieno possesso della responsabilità genitoriale, ma che non può più vedere suo figlio di 7 anni, se non 2 volte a settimana per poche ore!». 

«Vorrei capire - rileva - in che modo un bambino possa recuperare un rapporto genitoriale, utilizzando solo la forza e senza ascoltare quanto ha da esprimere, senza rispettare la sua volontà, arrecandogli un trauma che porterà con sé per sempre, privandolo della sua casa, dei suoi amici e della sua mamma, con cui ha sempre vissuto e con la quale vuole vivere!»

La Giannone afferma, inoltre, che nonostante sul padre ci siano ben tre pendenze penali per violenza domestica e stalking all’uomo viene concesso di vivere tranquillamente con il figlio in una comunità di Lecce.

Recentemente la Corte d'Appello di Roma si è pronunciata a favore di Laura Massaro contro l’allontanamento coatto del figlio deciso dal Tribunale dei minorenni. Una sentenza che ha riconosciuto il diritto dei bambini ad essere ascoltati, come raccomandano l’articolo 12 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo e l’articolo 6 della Convenzione di Strasburgo, e che ha messo in discussione il costrutto della alienazione parentale. Argomento messo sotto osservazione anche dal Grevio previsto dal Trattato di Istanbul, siglato e ratificato dall'Italia nel 2011. 

Resta sempre, invece, irrisolto il caso di Ginevra Amerighi che non vede la sua bambina da ben 9 anni dopo che il Tribunale dei Minori di Roma le ha tolto la genitorialità in un contesto pieno di lacune e superficialità evidenti. La bambina è stata affidata all'ex compagno condannato per violenze. La Amerighi ha anche scritto al Papa e al Presidente Mattarella per raccontare le anomalie del suo caso abnorme.

 

Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 09:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA