Violenza sulle donne, Mattarella: «È emergenza pubblica, c'è ancora molto da fare»

Lunedì 25 Novembre 2019

«La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne affermando che «molto resta ancora da fare» e «ogni donna deve sentire le istituzioni vicine». 

Violenza sulle donne, ecco perché si celebra il 25 novembre: chi sono le sorelle Mirabal

«A che serve denunciarlo, lui ti ama»: l'inquietante spot contro la violenza sulle donne

«Tutti noi dobbiamo - afferma Mattarella - continuare ad adoperarci nella prevenzione del fenomeno, nel concreto sostegno delle vittime e dei loro figli, nella applicazione rigorosa degli strumenti esistenti, nel reperimento delle risorse necessarie e nell'elaborazione di ciò che serve per intercettare e contrastare i segnali del maltrattamento delle donne». Nella sua dichiarazione il Capo dello Stato ricorda che «venti anni fa l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituiva la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne per richiamare l'attenzione pubblica su una sistematica violazione dei diritti umani, ostacolo alla coesione e al pieno sviluppo di una società. Da allora l'impegno della comunità internazionale per prevenire questo fenomeno e sostenere le vittime della violenza è cresciuto. Molto è stato fatto anche all'interno del nostro Paese: la violenza contro le donne è un tema all'attenzione del legislatore capace di animare singole iniziative e progetti collettivi».
 

Inoltre, aggiunge il presidente della Repubblica, «sminuire il valore di una donna e non riconoscerne i meriti nella vita pubblica e privata - attraverso linguaggi non appropriati e atti di deliberata discriminazione - rappresentano fattori in grado di alimentare un clima di violenza». «Ciò significa che molto resta ancora da fare. Ogni donna deve sentire le istituzioni vicine», conclude.

Nella giornata contro la violenza sulle donne è intervenuto anche Giuseppe Conte: «Abbiamo approvato norme, sbloccato fondi, avviato confronti: la violenza contro le donne rimane una emergenza. Siamo al lavoro per una svolta culturale, che coinvolga pienamente i giovani. Domani ne parlerò in una scuola a Roma insieme alla Commissione di inchiesta sul femminicidio». Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio.

Mentre la senatrice a vita e testimone dell'Olocausto Liliana Segre ricorda: «Purtroppo nel corso della mia vita ho visto come dalle parole dell'odio si passi ai fatti. Ed è per questo che appena arrivata in Senato ho cercato subito di combattere l'odio in tutti i modi. E certo che colpire le donne è ancora peggio». «Oggi l'imbarbarimento dei discorsi comuni e la mancanza di cultura porta a qualcosa per cui l'atmosfera in cui viviamo è un'atmosfera difficile» ha osservato Segre, di recente messa sotto tutela per gli insulti e le minacce anche sfondo razziale ricevute via social. «A maggior ragione - ha aggiunto - è importantissimo essere forti e fare delle scelte. Le donne, in questo, sono meglio degli uomini».

Ultimo aggiornamento: 14:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA