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Scuola, la gentilezza come "materia" contro violenza e bullismo: la coraggiosa scelta di una prof

Lunedì 7 Ottobre 2019 di Vanna Ugolini

A volte basta la magia di una parola, declinata nelle concretezza delle relazioni, per mettere in fuga comportamenti violenti, bullismo, differenze di genere che si manifestano in età sempre più precoci. Mara Pillon è una insegnante di lettere della scuola media Marco Polo di Silea, in provincia di Treviso che nella magia di una parola, gentilezza, ci ha creduto e ne ha fatto una materia scolastica. Un piccola, grande rivoluzione raccontata sul blog della scuola "Le vie della seta" e rivolta ai bambini della 1B della scuola che ha reso concreto e visibile cosa significa fare prevenzione fin da bambini su quei comportamenti che si manifestano poi in forme di violenza e discriminazione.

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Così è partita l'iniziativa didattica della classe 1B della Scuola Media Marco Polo di Silea guidata dalla professoressa di lettere Mara Pillon. 

messo da parte per qualche mese il programma ufficiale la professoressa ha fatto lavorare i bambini e le bambine in maniera trasversale, su quella letteratura di ogni tempo in cui si intravedeva proprio il tema della gentilezza. e ha usato strumenti multimediali, dai libri ai video, alla visione di film, al lavoro fatto in prima persona dai ragazzi che hanno tenuto un diario annotando i gesti di gentilezza ricevuti e quelli fatti durante la settimana.

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«La classe ha rappresentato la gentilezza in diverse modalità; dalla lettura di articoli in cui si spiega come una persona non nasce gentile ma lo può diventare, alla riflessione sul testo letterario di Dante "Tanto gentile e tanto onesta pare",per sottolineare come la gentilezza non rende belle le persone fuori ma belle dentro e quindi nobili d'animo. Un altro articolo sottolineava la gentilezza come forma di rispetto verso se stessi e verso l'ambiente che ci circonda: " per pulire il nostro pianeta bisogna essere puliti dentro"." La coerenza tra il dentro e il fuori è essenziale e si riflette nel nostro comportamento», racconta l'insegnante sul blog della classe.

E spiega quanto sia stato positivo il bilancio tra i gesti di gentilezza dati e quelli ricevuti: «Ho chiesto agli alunni di annotare sul diario scolastico per una settimana le gentilezze ricevute e nella settimana seguente quelle donate agli altri. Le considerazioni finali personali hanno portato ad evidenziare che le gentilezze ricevute sono state tante ma spesso non vengono riconosciute o le diamo per scontate.Un altro alunno ,poi, ha spiegato come è stato concretizzato il messaggio della gentilezza: è stato usato un candido lenzuolo con qualche ricamo ai bordi dove in centro è stato scritto il titolo "Gentilezza magia contagiosa" e, nel resto dello spazio, sono stati attaccati dei fili di lana colorata, dove sono state pinzate moltissime frasi significative riportate su alcuni cartoncini colorati».

 

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