Maddalena denuncia compagno violento, ora rischia di perdere la genitorialità e il caso va in Parlamento

Lunedì 11 Maggio 2020 di Franca Giansoldati
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Quello di Maddalena è l'ennesimo caso sproporzionato di alienazione parentale, talmente eclatante nella sua cornice giuridica, da essere portato a breve davanti alla Commissione Parlamentare sul Femminicidio per trovare una soluzione a questi autentici drammi causati da una procedura messa al bando anche dal Grevio. Protagonista è una giovane mamma, Maddalena Balice, 35 anni, di professione insegnante. Tre anni fa è stata costretta a separarsi dal marito violento (che è stato anche condannato per avere tentato di strangolarla). Entro la fine dell'anno la Corte di Appello di Bologna dovrà decidere del destino del figlio di 5 anni: se sottrarlo o meno alla mamma che nel frattempo sta lottando come una tigre.

Questo a causa di un Ctu che – stando alle carte - non ha tenuto conto dei fatti sulla competenza genitoriale materna, né dei fatti dimostrativi della incompetenza paterna. La Corte in pratica potrebbe riconoscere una mancanza di idoneità di entrambi i genitori con esautorazione della responsabilità genitoriale e il conseguente affido ai servizi del bambino. Una situazione quella di Maddalena al limite del paradosso, considerando soprattutto che il piccolo risulta essere abbondantemente traumatizzato dal padre per via delle condotte vessatorie, denigranti ai danni della donna, compreso le aggressioni fisiche. Un inferno.

Il caso in questione nella sua semplicità resta emblematico al punto da essere finito al centro di interrogazioni parlamentari. Come in tanti altri casi analoghi quello che viene alla luce è una anomalia tutta italiana che è stata condannata persino dalla Convenzione di Istanbul. Quella della alienazione parentale. Nonostante l'Italia abbia ratificato nel 2013 il Trattato - il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante, volto a creare un quadro normativo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza – nei tribunali italiani continua ad essere riconosciuta la Pas, la sindrome di alienazione parentale.

«L'anno scorso la Corte di Cassazione ha escluso la rilevanza processuale di tale sindrome, definendola priva di basi scientifiche, ma tanti Ctu continuano a portarla avanti come pretesto, talvolta unico, per allontanare minori dalle madri, definendole alienanti, simbiotiche, malevole, manipolatrici» scrive la parlamentare Veronica Giannone, mettendo in rilievo che il Rapporto del Grevio sull’Italia conferma la distanza tra la teoria dell’impianto legislativo e la pratica.

L'anno scorso Maddalena e il bambino sono stati inseriti in una struttura protetta. Nel frattempo è stata avviata la battaglia per la tutela legale del piccolo. I documenti prodotti (una montagna) provano che Maddalena pur avendo fatto di tutto per rispettare gli incontri del padre con il figlio, e nonostante le vengano riconosciute le capacità genitoriali, viene accusata di avere un atteggiamento «ostativo alla genitorialità del padre ». La consulente tecnica d'ufficio rileva l'atteggiamento «diffidente e sfiduciato» di Maddalena che, a detta della psicologa, è sufficiente per farle togliere la sospensione della sua responsabilità genitoriale. «Questo nonostante i contatti del padre con il bambino, anche telefonici».

Maddalena non si arrende. Mostra le carte, ripete con pacatezza e le lacrime agli occhi: «Rischiare di perdere mio figlio solo perché tre anni fa ho denunciato le violenze ripetute del mio ex compagno è un ricatto inaccettabile».

Questo è il punto. 

Le interrogazioni parlamentari sono state fatte al Ministro della Giustizia. In tutte si chiede se il ministro intende adottare iniziative normative affinché sia escluso il riconoscimento dell'alienazione parentale che è priva di validità scientifica. Viene chiesto se ci saranno iniziative  per tutelare donne e minori coinvolti in episodi di violenza domestica e se non ritenga di promuovere, con estrema urgenza, iniziative ispettive in relazione all'operato degli uffici giudiziari che si sono occupati del caso. 

Maddalena è stata chiamata a deporre davanti alla Commissione sul Femminicidio. La data è fissata nei giorni a seguire.

La sua vicenda è destinata a diventare la bandiera di quello che spesso accade a tante donne picchiate dai propri mariti e compagni e al ricatto di fondo al quale devono sottostare. Se denunciare la violenza oppure no.

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA