VIOLENZA

Violenza sulle donne, Barbara disoccupata dopo essere stata accoltellata: un'altra vittima le offre un lavoro

Domenica 27 Ottobre 2019 di Maria Lombardi
Barbara Bartolotti e Valeria Grasso

Valeria e Barbara si sono conosciute sul palco di un evento sulla violenza contro le donne, “Women for women against violence”. Ognuna raccontava la sua storia, vittime tutte e due: Valeria della mafia e Barbara di un uomo che ha tentato di ucciderla. Su quel palco è cominciata un'altra storia, di amicizia e solidarietà. Valeria ha offerto un lavoro a Barbara che dal giorno della violenza non aveva più trovato nessuno disposto ad  offrirle un posto.
Eccole, a ritirare il premio nel Premio Camomilla, nel corso della serata organizzata a Roma da Donatella Gimigliano per combattere la violenza sulle sonne e il tumore al seno. Valeria Grasso, testimone di giustizia a Palermo, ha denunciato i mafiosi che la minacciavano e pretendevano soldi, lei proprietaria di una palestra costretta a pagare il pizzo. Ha fatto arrestare 25 del clan Madonia e per anni è stata costretta a vivere lontano dalla Sicilia, da invisibile, con i due figli, «non era vita - ha ricordato - ma lo rifarei». E adesso gira le scuole e continua la sua battaglia tra gli studenti, «la mafia si può vincere». Barbara Bartolotti, anche lei di Palermo, sopravvissuta a quattro martellate alla testa e una coltelata all'addome, alle fiamme. Era incinta, il collega che la colpiva le ripetava: «Se non posso averti io non deve averti nessuno». Barbara perse il bambino, rimase in coma sei mesi e subì 27 interventi. Chi voleva ucciderla è stato condannato a 4 anni di carcere, non ne ha scontato neppure uno. Barbara ha fondato l’associazione “Libera di vivere” per aiutare le vittime di violenza. Ma non ha più trovato lavoro, dal quel giorno. 
 
Valeria Grasso: «Ho fatto arrestare i mafiosi e ho vissuto come un fantasma. Ma lo rifarei»

E dal palco dell'evento è stato lanciato l’hashtag #cambiamolastoriadibarbara.  Valeria si è fatta avanti. Insieme al figlio le ha offerto lavoro nella palestra Free Life, a Palermo. Barbara si occuperà dell'accoglienza. «Mi ha colpito la sua forza, il suo amore per la vita e la sua determinazione»,  racconta Valeria. «Per me e stato un grande privilegio esserle stata d'aiuto». E Barbara: «In 16 anni nessuno ha mai fatto cose concrete per me, solo tante false promesse, finalmente un raggio di sole. Conoscere Valeria in un evento dedicato alla solidarietà, bella, semplice, e poi siciliana, che mi presenta il suo bellissimo figlio, Emanuele, anima bella, e mi propone di inserirmi nella sua palestra, è stato meraviglioso. Sono felicissima di vivere questa nuova avventura!»

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Ultimo aggiornamento: 21:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA