Appello a Conte e Bonetti, intervengano contro il manager nominato nonostante la condanna per violenza sessuale

Mercoledì 26 Agosto 2020 di Franca Giansoldati

Il caso inizialmente circoscritto alla Basilicata è deflagrato a livello nazionale. Ora questo imbarazzante episodio giace sul tavolo di vari ministri, in attesa di una soluzione. «Chiediamo l’immediata destituzione di Giulio Ferrara, condannato in via definitiva per violenza sessuale e rieletto alla presidenza della Co.tr.a.b il 20 agosto scorso». A mobilitarsi sono state diverse associazioni femminili che hanno iniziato a far conoscere i contorni di questa nomina, chiedendosi perché finora tutti abbiano lasciato correre, fatto finta di niente, ignorando la sua portata simbolica. Per giunta una promozione avvenuta in pieno ferragosto.

«Giulio Ferrara, il presidente del Co.tra.b – Consorzio Trasporti Basilicata - è stato recentemente riconfermato nell’incarico nonostante sia stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per violenza sessuale nei confronti di una dipendente del Consorzio. Quest’uomo che si è macchiato di un reato gravissimo» sbotta l’associazione nazionale DiRe che assieme a Telefono Donna di Potenza che hanno chiesto le sue immediate dimissioni: «Un gravissimo precedente che normalizza lo stupro e la sottocultura che lo alimenta e che indebolisce la denuncia delle donne che subiscono stupri e violenza sessuali sul lavoro».

Finora l'unico politico che aveva preso una posizione pubblica assai netta è stato il consigliere regionale cinquestelle, Gianni Leggieri, che già l’anno scorso aveva chiesto, senza ottenerle, le dimissioni del presidente Co.tra.b, affermando in un comunicato che per ragioni di opportunità politica e morale le istituzioni avrebbero il dovere di dare l’esempio nel condannare senza mezzi termini questi tipi di reato, purtroppo ancora troppo frequenti.

Gli abusi nei confronti di una dipendente risalgono ad anni prima. Anche il movimento Dalla Stessa Parte è intervenuto lanciando una petizione su Change.org per chiedere al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alle ministre dei Trasporti e delle Parti Opportunità, Paola De Micheli ed Elena Bonetti, di battere un colpo, di intervenire e fare qualcosa. 

 «Come è possibile - si legge nella petizione - che sia stato rieletto Giulio Ferrara pur sapendo che la donna vittima degli abusi lavora ancora presso il Consorzio? Come è possibile che chi ha permesso la rielezione di Giulio Ferrara abbia agito con totale indifferenza e noncuranza della sofferenza della donna ? Lo chiediamo a chi ha espresso il proprio voto favorevole, a chi non era presente all’elezione girando le spalle a fatti così gravi, alla politica che poco o nulla ha detto su questa vicenda, a chi avrebbe dovuto prendere posizioni e non lo ha fatto».

La rielezione di Giulio Ferrara, presidente uscente del Cotrab, viene definita «intollerabile» dalla senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio. «Sulla vicenda sto presentando un'interrogazione parlamentare. Il dato chiaro è che non solo ad un condannato per un reato così odioso viene concesso di restare al proprio posto di potere dal quale ha già esercitato costrizione sulla vittima, ma lo si fa anche a diretto discapito della donna che ha subìto violenza. Se esiste un vuoto normativo che impedisce di evitare situazioni come questa va colmato subito. In questo modo si manda alle donne un messaggio forte e chiaro: denunciare è inutile e questo non possiamo accettarlo nel modo più assoluto».

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