Victoria's Secret, la petizione di 100 top model: «Proteggete le vostre modelle dalle molestie»

Mercoledì 7 Agosto 2019 di Veronica Cursi

 Victoria's Secret ancora nel mirino. Il marchio di lingerie, dopo aver annunciato la fine del famoso show parigino, è al centro di una petizione firmata da 100 modelle nella quale si chiede al brand di impegnarsi maggiormente nel vigilare sui casi di molestie e cattiva condotta sessuale al suo interno.  La bomba era scoppiata quando il 7 luglio il miliardario Jeffrey Epstein, è stato arrestato con l'accusa di traffico sessuale di decine di minorenni per fatti risalenti ai primi anni 2000. L Brands, la società a cui fa capo Victoria Secret, aveva dichiarato che si sarebbe impegnata a esaminare il ruolo all'interno della società di Epstein, manager finanziario personale dell'amministratore delegato Leslie Wexner, definendo le sue azioni «ripugnanti».

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Il brand, travolto dall'ondata Metoo e dai contraccolpi del movimento Time's Up, organizzazione a difesa delle vittime di molestie sessuali, sta cercando di ridefinirsi. Ma il significativo cambiamento dell'ideale di bellezza nella società odierna sta mettendo a dura prova il marchio statunitense costruito su un'immagine della donna che sembra ormai appartenere a un'altra epoca.
L'ultima grana arriva da The Model Alliance, l'organizzazione fondata da Sara Ziff che si batte per difendere i diritti delle modelle, che ha scritto una lettera aperta a John Mehas, CEO di Victoria's Secret. La petizione è stata firmata da 100 modelle tra le quali spiccano i nomi di Doutzen Kroes, Christy Turlington, Carolyn Murphy e Milla Jovovich oltre ad aver ricevuto l'appoggio del movimento Time's Up.

 

«Siamo qui oggi a scrivere per esprimere la nostra preoccupazione per la sicurezza e il benessere delle modelle e delle giovani donne che aspirano a lavorare per Victoria’s Secret», si legge nella lettera di The Model Alliance. «Nelle ultime settimane abbiamo sentito numerose accuse di abusi sessuali, presunti stupri e traffico sessuale ai danni di modelle e aspiranti tali. Se da un lato queste accuse non sono state mosse direttamente contro Victoria’s Secret, dall’altro è chiaro che la vostra azienda ha un ruolo cruciale nel combattere questa situazione. Da quanto si legge nelle notizie che riguardano Jeffrey Epstein, amico personale e socio di Leslie Wexner, CEO di L Brands [azienda proprietaria di Victoria's Secret ndr], e dalle accuse di cattiva condotta sessuale da parte dei fotografi Timur Emek, David Bellemere e Greg Kadel, è molto inquietante che questi uomini abbiano sfruttato i propri rapporti lavorativi con Victoria’s Secret per adescare e abusare ragazze vulnerabili».

La petizione di Sara Ziff e delle altre firmatarie non è dunque un'accusa diretta al marchio, quanto più un invito al suo proprietario a impegnarsi perché Victoria's Secret vigili con maggiore attenzione su dirigenti, fotografi, agenti e impiegati che lavorano per l'azienda affinché al suo interno le modelle non vengano molestate e abusate.  «Chiediamo a Victoria’s Secret di agire in maniera significativa per proteggere i suoi talenti e tutte coloro che aspirano a lavorare per il marchio - si legge - Victoria’s Secret ha l’opportunità di essere leader, di usare il suo potere e la sua influenza per promuovere i cambiamenti che sono necessari e urgenti nel nostro settore. Ogni giorno i marchi di moda, gli editori e le agenzie stabiliscono cosa è accettabile e cosa non lo è nella moda. Se Victoria’s Secret volesse impegnarsi contro questi abusi e promuovere un cambiamento significativo aderendo al nostro Respect Program sarebbe di grande utilità per permettere al nostro settore di tracciare la strada del futuro».

Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA