Tumore al seno, campagna social e tour per dare voce alle donne

Mercoledì 12 Giugno 2019
Una dottoressa controlla la mammografia
«È tempo di vita», il tour e la campagna social per dare voce alle donne con tumore al seno in stato avanzato.  Oggi grazie a innovativi approcci terapeutici le pazienti possono dare un nuovo significato al tempo, da una dimensione di pura quantità a un vissuto di qualità e ricco di valori. E proprio questo aspetto del tempo ritrovato emerge da un'indagine di Elma Research per Novartis, condotta su un gruppo di donne malate: 21 interviste (15 pazienti e 6 cargiver) in cui si approfondisce da un lato come cambiano le relazioni affettive e professionali quando si vive con la malattia e dall'altro quali strategie si attuano e che tipo di nuovi equilibri si ricompongono.

Storia dopo storia, parlando di mariti, figli, dinamiche di ufficio o di amici, si delinea ciò che accomuna molte donne: è la nuova concezione del tempo, un elemento di grande valore che le pazienti imparano - a seconda dei casi - a gestire, risparmiare o a regalarsi. La campagna, promossa da Novartis in collaborazione con Salute Donna Onlus, Andos Onlus Nazionale e Sipo (Società Italiana di Psiconcologia), punta a dare voce alle donne e ai caregiver, alle loro richieste e ai loro bisogni, facilitando le occasioni di incontro e di discussione alla presenza di clinici ed esperti.
Partirà da Roma il 15 giugno un tour a tappe condotto nei principali centri italiani per approfondire contenuti scientifici legati alla patologia, trattandoli con un linguaggio più accessibile, e per condividere pensieri e riflessioni sui quattro ambiti indagati dalla ricerca: amore, amicizia, famiglia e lavoro. Il tempo di vita ritrovato sbarcherà anche sui social con l'hashtag #riprenditiiltuotempo e una campagna che vede la nascita di una pagina Facebook «È Tempo di Vita» https://www.facebook.com/tempodivita.

Cura aumenta la sopravvivenza

«Abbiamo scelto di supportare la campagna innanzitutto perché, nonostante oggi si possa fare molto anche per il tumore al seno avanzato, se ne parla ancora molto poco - ha commentato Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus - Nella nostra lunga esperienza associativa riscontriamo nei racconti e nel vissuto delle pazienti la solitudine, la poca attenzione a loro dedicata, la paura nell'affrontare il quotidiano. Le donne che convivono con il tumore al seno avanzato chiedono, tra le altre cose, anche un supporto psicologico, non sempre presente all'interno delle strutture ospedaliere. Ma anche per i caregiver è la solitudine a fare da padrone: si sentono spaesati e forse ancora più impauriti del malato stesso. Se per i malati oncologici c'è un'enorme carenza di assistenza psicologica, per loro è quasi inesistente».




 Oggi, in Italia, 1 donna su 8 in Italia si ammala di tumore al seno nel corso della sua vita. Tra le patologie oncologiche è la più diffusa tra il genere femminile, con circa 50.000 nuovi casi ogni anno, e con un trend di incidenza in leggera ascesa (+0,3%). «In Italia vivono più di 37.000 donne con diagnosi di tumore della mammella metastatico. Per molte di queste donne - sottolinea Lucia Del Mastro, coordinatrice della Breast Unit del Policlinico San Martino di Genova - vale a dire per coloro il cui tumore è positivo per i recettori ormonali, oggi sono disponibili trattamenti molto efficaci, come ad esempio una nuova classe di farmaci, gli inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti (Cdk) 4/6, che hanno dimostrato di migliorare i risultati ottenuti con la sola terapia ormonale, consentendo di mantenere la malattia sotto controllo per lunghi periodi e, in alcuni sottogruppi, di prolungare l'aspettativa di vita a fronte di una ottima qualità di vita. Ciò consente di andare verso una cronicizzazione della malattia e di permettere alle donne di condurre una vita pressoché normale. È importante che tutti noi lavoriamo perché queste donne possano ricevere trattamenti efficaci ma che interferiscono il meno possibile con la loro vita familiare, sociale e lavorativa», conclude Del Mastro. 
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