DONNE

Prontuario per trovare lavoro e far carriera, cosa fare e cosa evitare, e come mantenere alta l'autostima

Martedì 18 Giugno 2019 di Franca Giansoldati

Che consigli pratici dare alle donne per non soccombere sul posto di lavoro davanti a ineguaglianze, ingiustizie e incapacità nel gestire le trattative? Tre editorialiste del New York Times hanno deciso di raccogliere le porprie esperienze e da questo incontro è nata una guida pratica per quelle lavoratrici che nelle aziende ce la vogliono fare, cercando di tenere tutto assieme – vita privata e carriera – ed essere competitive per i passaggi di crescita interni. Cosa non facile visto che gli stereotipi sono mostri difficili da abbattere, ovunque. Il primo punto da affrontare è negoziare, durante l'assunzione, il proprio stipendio perchè, purtroppo, le donne (in genere) in questo non sono tanto brave.
Uno studio universitario pubblicato negli Usa l'anno scorso (https://doi.org/10.111/irel.12214) conclude che le donne chiedono promozioni tanto quanto gli uomini, ma hanno meno possibilità di farcela perchè pur «essendo assertive» vengono percepite come persone petulanti o sopra le righe. Come ovviare a questa trappola? Le esperte del NYT suggeriscono di «fare squadra all'interno della struttura con dei gruppi di altre donne in cui possono discutere apertamente di salari e posti vacanti per le promozioni». Insomma, serve una base di consapevolezza. 

Un altro punto fondamentale è evitare come la peste la cosiddetta sindrome da Impostore. Jessica Bennet – la gender editor del NYT – spiega che questa sindrome altro non è che la fastidiosa sensazione che ti fa sentire inadeguata e tende a colpire le donne e i gruppi minoritari. «Come si ci fosse alla base un gap – un divario – relativo all'autostima». Gli uomini tendono ad avere una buona autostima mentre, generalmente, le donne ne sono carenti. Questo ha una base culturale di fondo, qualcosa che arriva da lontano e che tende, nelle strutture aziendali, a glorificare la fiducia negli uomini (una specie di automatismo) anche quando è assolutamente infondata come dato matematico. Insomma, tutto è relativo.

Il terzo punto riguarda le mamme lavoratrici che, per una serie di questioni connesse con la prole, sono effettivamente svantaggiate per quanto riguarda salari e aspettative. A volte però è impossibile per una struttura aziendale adattare sempre orari e impegni relativi a figli, pappe, asilo, saggi di danza con i ritmi del lavoro che, necessiterebbero di un percorso più lineare. A questo punto le esperte del NYT che hanno stilato questo prontuario per le donne in carriera, tirano fuori la questione del bonus per i padri, ai quali non sempre viene accordato o viene sfruttato per aiutare la compagna che lavora.

Un report dell'Onu dimostra che le donne hanno una percentuale maggiore di rischio di burn out, che sarebbe di sovraffaticamento, specie se sono a livelli apicali di una struttura. Le donne (dati Onu) lavorano tre volte tanto un uomo, in casa, senza essere pagate.

Ultimo punto è relativo alla massima: non mollare mai. Quanto le donne sbagliano o falliscono, tendono a fare passi indietro, a ritirarsi in un angolo, evitando di rimettersi in gioco in una struttura gerarchica. In questo gli uomini sembrano avere maggiori punti di forza. «Se fallisci, cerca di non essere un giudice troppo severo con te stessa». Come dire che spesso le peggiori avversarie di noi stesse, siamo noi stesse, con giudizi durissimi che tendono ad abbatterci

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA