Alba lascia Giurisprudenza per le sue galline: la mia vita è nelle terre del sisma

Mercoledì 7 Agosto 2019 di Rosalba Emiliozzi
Alba Alessandri lascia Giurisprudenza per le sue galline: la mia vita è nelle terre del sisma
E' la ragazza dei due terremoti. Più forte del sisma e della voglia di mettere tutto in valigia e andarsene. Lei, Alba Alessandri, 29 anni, è un esempio di attaccamento alla propria terra e volto giovane dell'agricoltura italiana, capace con la sua energia di frenare con incontri e progetti chi, come lei, ha visto distrutta una vita di lavoro e che, nella disperazione dopo il sisma, ha pensato che lasciare il cratere e rifarsi una vita, con un nuovo lavoro, dove la terra non trema.

La vita di Alba, allevatrice nata in Umbria, a Foligno, e residente a Pieve Torina, in provincia di Macerata, nelle Marche, è scandita dai ritmi della natura. Il primo terremoto, che ancora ricorda, è quello del '97. «Avevo sette anni e crollò la stalla di vacche da latte che i miei genitori avevano a Colfiorito». Fu un dramma, ma la famiglia Alessandri si rialzò e proseguì l'attività con tanta dedizione e tanto amore che la figlia Alba ne è stata contagiata. «Anch'io ho voluto proseguire - dice Alba - mi ero iscritta a Giurisprudenza, ma ho rallentato con gli esami per aprire un allevamento di galline ovaiole biologiche e di mucche da carne e da latte. Ho comprato delle stalle abbandonate a Pieve Torina». Era il 2008 e tutto andava bene. Nel 2016, le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre buttarono giù la stalla delle mucche e misero in difficoltà l'allevamento di galline rosse, razza loman: mancava l'acqua, si erano rotti alcuni macchinari. In una stalla-tunnel, donata dalla Regione Marche, vennero ricoverate le mucche e l'attività potè ripartire tra mille difficoltà, legate anche alla poca funzionalità in montagna di questo tipo di struttura provvisoria, che Alba comunque sta usando ancora. La sua abitazione, invece, era salva. «E poter andare a dormire a casa ha alleviato i nostri disagi» dice.

Poi ci sono stati i periodi bui, quelli della paura di non farcela. Siamo nell'inverno del 2016 e tutto l'anno 2017, quando le terre del cratere sismico apparivano sole e desolate, nonostante l'affetto e la solidarietà molto agricoltori «che prima vendevano ciò che producevano nei mercati locali, dovettero svendere i loro prodotti perché nei nostri territori non c'era rimasto più nessuno e non tornavano i proprietari delle seconde case, lesionate dal sisma» racconta Alba che è anche una rappresentante regionale e nazionale della Coldiretti - ho sentito molti colleghi dire che volevano andarsene, cambiare lavoro, erano scoraggiati. Allora con Coldiretti abbiamo cercato da quest'anno di aiutarli con progetti di filiera con l'Inalca, società che tratta solo carne certificata italiana, oggi questo prodotto con etichettatura è molto ricercato. E anche con Loacker per la filiera delle nocciole italiane. Da subito, invece, abbiamo portato come Coldiretti aiuti materiali come gasolio agricolo, foraggio e mangime per gli animali e sementi  ma anche camper per le famiglie più in difficoltà in modo che potessero stare vicino ai loro animali». Alla fine gran parte della aziende agricole sono rimaste. Perché, come spiega Alba, chi resta salvaguarda l'ambiente e fornisce ai clienti della città un prodotto sano e certificato.

Quanto ad Alba, che si è sposata da dieci mesi con Luca D'Ambrosio, quest'anno è stata scelta per la campagna di crowdfunding di Legambiente: i soldi raccolti andranno a finanziare una recinzione anti lupo per il suo allevamento di mucche biologiche. «Qui, sui monti Sibillini,  i lupi ci sono, attaccano soprattutto i vitelli. Ci sono gruppi di cani abbandonati, incrociati con i lupi e inselvatichiti ancora più aggressivi» spiega Alba. La barriera anti lupo altro non è che una rete metallica ricurva che non permette al lupo di saltare il recinto. Ne ha incontrati di lupi? «Una volta, una lupa con i cuccioli». Ma non successe nulla, l'animale proseguì per la sua strada.   Ultimo aggiornamento: 13:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA