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Il tango cambia sotto i colpi del #Metoo, è un ballo troppo sessista

Domenica 6 Ottobre 2019 di Franca Giansoldati
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Il tango argentino, uno dei balli figurati più simbolici al mondo, finisce sotto la severa lente d'ingrandimento del movimento #metoo perchè veicolerebbe stereotipi da abbattere. In pratica è una caricatura del patriarcato. Per questo un gruppo di attiviste argentine hanno iniziato a lavorare sul concetto del tango, rivedendone i contorni figurativi, e depurarlo da quegli elementi che trovano radici anche nelle violenze, negli assalti, nelle molestie. Radici che mostrano la donna subordinata all'uomo e sostanzialmente passiva davanti ad una visione predatoria.

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Liliana Furios, una nota attivista argentina, ha creato un festival del tango che ha iniziato a mettere in discussione il famoso ballo e farlo diventare meno patriarcale. La sua storia e i suoi progetti li  ha raccontati al New York Times.

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Nella tradizione di questa danza è l'uomo che ricopre il ruolo predominante, è lui che invita per primo a ballare e poi controllando ogni passo, offre la visione di una coppia guidata essenzialmente dal partner, in una sorta di gioco che diventa sensuale e provocatorio al tempo stesso, con mosse spettacolari o repentine al centro delle quali la donna sembra essere in totale balia. Ma qualcosa sta cambiando, perchè è nato un movimento che ha seriamente iniziato a lavorare sul protocollo della danza, in modo che il tango divenga più rispettoso della parità di genere o, perlomeno, che non dia più l'impressione di veicolare l'immagine di una donna semi schiava e oggetto.

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Il tango è un ballo nato nelle fasce più povere dei barrios di Buenos Aires verso la fine dell'Ottocento, quartieri popolati da immigrati, ex schiavi africani, avventurieri. Era considerato talmente scandaloso che la Chiesa all'inizio lo considerava una pratica oscena. Pensare che adesso il Papa argentino ama la musica tanguera e non ne fa mistero. 

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