MILANO

Pena ridotta allo stupratore, «lei troppo disinvolta e lui mite»

Venerdì 18 Settembre 2020

Pena scontata al marito condannato per stupro perché la moglie «è troppo disinvolta».  Un uomo di 63 anni è stato condannato con rito abbreviato a 5 anni per violenze sulla moglie, ma in Appello la pena gli è stata ridotta a 4 anni e 4 mesi, come racconta il Corriere della Sera.
La vicenda era cominciata l'8 giugno 2019 a Vimercate in provincia di Monza, quando il cittadino rumeno aveva cominciato ad essere violento con la moglie accusandola di tradirlo con
«uomini conosciuti su Facebook». Fin quando le aveva puntato  un coltello al viso,  le aveva tolto il telefono e poi l'aveva percossa con un tavolino di legno e presa a pugni sul viso. Poi l'aveva violentata. La I Corte d’Appello milanese condivide con i giudici monzesi di primo grado l’esistenza di «una prova granitica e davvero consolidata», e l’esattezza giuridica dell’imputazione di sequestro.

Il contesto

I giudici concordano però con il legale dell'imputato sulla necessità di tenere conto  del «contesto familiare e sociale caratterizzato da anomalie quali le relazioni della donna con altri uomini, dall’imputato quasi favorite o comunque non ostacolate» almeno finché lei era rimasta «incinta di un altro soggetto». Inoltre, dagli atti difensivi sul percorso intrapreso in carcere, «emerge» che l’imputato è «soggetto mite e forse esasperato dalla condotta troppo disinvolta della convivente, che aveva passivamente subìto sino a quel momento». Il che, «se certo non attenua la responsabilità», per i giudici «è tuttavia indice di una più scarsa intensità del dolo, e della condizione di degrado in cui viveva la coppia».

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Ultimo aggiornamento: 12:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA