India, cosparsa di kerosene e bruciata viva da uno stalker: morta studentessa universitaria

India, cosparsa di kerosene e bruciata viva da uno stalker: morta studentessa universitaria
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É morta la studentessa indiana bruciata viva da uno stalker. A una settimana esatta dall'aggressione da parte di uno uomo che la molestava da mesi, Ankita Pisudde, la venticinquenne borsista universitaria bruciata viva nella città di Hinganghat, nel distretto di Wardha, in Maharasthra, è morta nell'ospedale, dove era ricoverata in terapia intensiva.

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La ragazza aveva riportato ferite gravissime su tutto il corpo e aveva i polmoni compromessi. Nagrale, l'uomo che l'ha cosparsa di kerosene e le ha appiccato fuoco dopo averla attesa in un agguato nel campus, è stato arrestato due ore dopo l'aggressione del 3 febbraio. Secondo i familiari della giovane, lei e Nagrale si conoscevano e si erano frequentati fino a due anni fa, quando Ankita, preoccupata per i «comportamenti irrazionali» dell'amico, aveva voluto troncare ogni rapporto.

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Da allora, Nagrale aveva iniziato una vera persecuzione, culminata nel violento gesto. Alla notizia della morte, un ampio schieramento di polizia è stato dispiegati questa mattina a Hinganghat, nel timore di proteste e disordini: giovedì scorso, la città era stata teatro di una imponente manifestazione, con migliaia di cittadini, soprattutto donne, che chiedevano la pena di morte immediata per l'aggressore. La vicenda ricorda tristemente un analogo caso verificatosi a Unnnao, in Uttar Pradesh, lo scorso dicembre, quando un'altra ragazza, che aveva denunciato il suo violentatore, è stata aggredita da lui e da alcuni complici col fuoco, ed è morta per le ustioni tre giorni dopo. 

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Lunedì 10 Febbraio 2020, 19:18
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